Due nuove Biblioteche per la comunità

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«Difendere la parola scritta è centrale per la missione»

Tra i rimarchevoli risultati del bando “Cresco”, attivato due anni e mezzo fa dalla Fondazione Manodori, c’è anche la rinascita della Biblioteca dei Canonici e della Sala del Consiglio che si affacciano su piazza della Cattedrale, dopo oltre sessant’anni di non utilizzo.
Un tesoro di immenso valore storico e culturale comprendente 15mila volumi antichi, molti del Cinquecento, che verranno messi a disposizione della consultazione pubblica, delle scuole e degli storici, con la possibilità di ospitare nei locali rinnovati presentazioni di libri e conferenze.
La Biblioteca Capitolare è nata intorno all’anno Mille dalla necessità di raccogliere libri e manoscritti legati alla presenza di una scuola del Capitolo nella struttura ecclesiastica reggiana. Le raccolte, lungo i secoli, si sono arricchite di importanti donazioni e lasciti.
Nel Cinquecento, la nuova sede della biblioteca è stata collocata nella parte più nobile del Palazzo dei Canonici, verso la piazza, e decorata con eleganza signorile in pieno spirito rinascimentale. La struttura è chiusa dal 1953.
Con un investimento complessivo di circa 450mila euro reso possibile dal bando “Cresco” e dall’accordo con il Gruppo Intesa Sanpaolo, si avviano a realizzazione i progetti della Diocesi reggiano-guastallese che riguardano l’ampliamento del Centro d’Ascolto in centro storico, la ristrutturazione della mensa del Vescovo e, per l’appunto, il restauro della Biblioteca Capitolare nel Palazzo dei Canonici.
Dopo il rinnovo degli uffici della Curia, dei piani nobili del vescovado e dell’archivio diocesano, con il nuovo progetto verranno riqualificati altri rilevanti spazi del complesso che ruota attorno alla nostra Chiesa madre.
Intanto procedono anche i lavori per costituire la nuova Biblioteca filosofica-teologica della Diocesi, che dal Seminario si sposta presso i Cappuccini di Reggio, con un’unificazione da primato quanto a qualità dell’offerta.
Facciamo il punto sul tema con il vescovo Massimo.

Monsignor Camisasca, quanto è importante investire in cultura?

Penso che sia assolutamente fondamentale l’investimento in cultura da parte della Chiesa. Il cristianesimo è la Parola che si fa carne. Dunque vi è un’intrinseca ragionevolezza della fede e un desiderio della fede di diventare immagine e parola per ogni tempo e cultura. Perciò la custodia degli archivi delle biblioteche è un compito centrale per la missione della Chiesa. In questo modo la Chiesa non guarda solo a se stessa, ma a tutta la società.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su “La Libertà” del 20 novembre

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