La professione di fede dei giovani: l’opportunità di un sì libero e cosciente

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Sabato 23 novembre 2019 alle 20.45 in Cattedrale a Reggio Emilia, vivremo quello che è diventato ormai il primo tradizionale appuntamento diocesano annuale dei giovani col Vescovo: la celebrazione della Professione di Fede.
Nelle unità pastorali, così come nelle associazioni o movimenti, da diversi anni, secondo le linee guida diocesane per l’educazione nella fede degli adolescenti 14-19 anni “Salì in una barca” (scaricabile in pdf dalla nuova App per gli educatori “Salì in una barca” oppure sul sito www.labottegadinazareh.it), la Professione di Fede è diventata un’opportunità offerta a quei ragazzi che camminano da tempo in un percorso intenso coi loro educatori e sacerdoti: celebrato il sacramento della Cresima, possiamo infatti dire che sia terminata l’iniziazione cristiana? Non è forse vero che la sfida autentica della scoperta della novità e della bontà del Vangelo inizia proprio con l’adolescenza? Anzi, più che inizia, sarebbe bene dire “va in crisi”!

Ed è proprio questa la bella notizia: nell’adolescenza si apre un’epoca di crisi, cioè di messa in questione di tanti aspetti della vita, tra cui anche la fede. Saper sfruttare le questioni, i dubbi, le critiche e il desiderio di autenticità tipico di questa età, significa vivere tutta l’entusiasmante (ed impegnativa) avventura del raccontare e vivere l’esperienza di Cristo legata alla vita dei ragazzi, mostrando come c’entri assolutamente con l’esistenza, e come il suo incontro e la sua amicizia faccia la differenza nella realtà.

Il tempo che si apre tra i 14 e i 19 anni sarebbe bene, dunque, non chiamarlo più “dopo-cresima”: nome infelice che dice, da una parte, di una eccessiva centralità data alla sacramentalizzazione, e dall’altra dell’evidente imbarazzo di non riconoscere la dignità e l’opportunità di un’epoca splendida, relegandola a fase indefinita che “viene dopo” qualcosa d’altro…
Chiamiamolo “Giovanissimi” oppure “Adolescenti” o altri nomi originali, ma ridiamogli dignità educativa, avendo chiaro dove si comincia, ma soprattutto verso cosa e verso chi si tende: maturità della fede, come scelta libera di adesione al Signore Gesù, che fa maturare l’umano in modo bello.

Continua a leggere l’articolo di Carlo Pagliari su La Libertà del 13 novembre 

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