Finanziati interventi sulle aziende agricole per contrastare il dissesto idrogeologico

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Il finanziamento ottenuto dal Piano di Sviluppo Regionale al Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale rappresenta una importante possibilità di contrastare il dissesto idrogeologico del nostro Appenino, commenta in questo modo Maria Cerabona, direttore della Coldiretti di Reggio Emilia nell’apprendere che 14 progetti, dei 29 finanziati, verranno realizzati in provincia di Reggio Emilia, per un totale di 1 milione e 881 mila euro. I progetti riguardano interventi che coinvolgono 19 aziende agricole dell’Appennino reggiano di cui 11 sono associate a Coldiretti Reggio Emilia.

«I sempre più frequenti e improvvisi nubifragi che colpiscono i nostri territori – continua Maria Cerabona – sono ormai tra gli eventi più temuti dagli agricoltori perché sono causa danni irreversibili che non solo mettono a rischio interi raccolti ma anche gravano sulle strutture e sullo stesso territorio con frane che rendono impraticabili intere aree del crinale».

«Le grandi quantità d’acqua che cadono in modo repentino – ribadisce la Cerabona –  scendendo verso la pianura con forza e provocando danni lungo il loro corso e alti rischi di alluvioni, peraltro molti dei quali scongiurabili a seguito della realizzazione di un invaso che comporterebbe anche maggior tutela delle acque e sicurezza per il territorio».

«I lavori – come rimarcato dal presidente del Consorzio dell’Emilia Centrale Matteo Catellani – finalizzati al contrasto del dissesto idrogeologico e alla prevenzione dei danni causati all’agricoltura, garantiranno l’attività di 29 aziende agricole in territorio collinare e montano, preservando una settantina di fabbricati rurali e di circa 90 ettari di terreno esposti al rischio di smottamenti».

La progressiva tropicalizzazione del clima – afferma Coldiretti Reggio – con eventi estremi che vanno dalla concentrazione delle piogge in tempi brevissimi a lunghi periodi di siccità, indice sempre più sull’agricoltura che in provincia di Reggio Emilia gestisce il 75% del territorio – ricorda la Coldiretti reggiana – è l’attività economica che più di ogni altra vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche il settore più impegnato a raccogliere la sfida per individuare soluzioni per le colture, per la gestione delle acque e per la sicurezza del territorio.

L’eccesso di pioggia così come la carenza idrica – commenta la Coldiretti reggiana – mette in difficoltà non solo l’agricoltura ma anche tutto l’ambiente e la biodiversità di cui le aziende agricole, soprattutto di montagna, sono i custodi. Lo spopolamento di queste aree inoltre lascerebbe ancor più spazio all’avanzare dei cinghiali e della fauna selvatica che si svilupperebbero in modo ancor più determinante.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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