CeiS. Una nuova vita dopo la dipendenza

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Il secondo di quattro appuntamenti dedicati al Centro italiano di Solidarietà di Reggio Emilia è dedicato ai percorsi di recupero da sostanze e comportamenti. Tolte le sostanze che generano dipendenza si apre per le persone una nuova nascita. 

Al CeiS, sanno bene che il percorso per uscire dalla dipendenza di sostanze o comportamenti è fatto di tappe e piccoli passi. A volte di cadute – accompagnate da tanta sofferenza e – sostenute dalla motivazione al cambiamento. In 37 anni di attività, gli operatori del CeiS hanno elaborato percorsi di recupero sempre più personalizzati.

A fianco delle comunità terapeutiche e delle case di accoglienza promosse a partire dalla seconda metà degli anni ‘80; il CeiS ha aperto nel 1999 un Centro di Osservazione e Diagnosi, il Cod, per persone intossicate e svuotate della loro dignità consumata dalle dipendenze. Al Centro di Osservazione le persone affrontano il distacco fisico – neurobiologico – dalle sostanze e la stabilizzazione farmacologica mentre gli operatori valutano le motivazioni al cambiamento ed elaborano una diagnosi. Conclusa la disintossicazione si programma l’eventuale inserimento nella comunità terapeutica. Tra le prime aperte dal Ceis, c’è “Bellarosa” a Reggio Emilia.

L’inserimento in una comunità terapeutica, un ambiente protetto ed isolato, non è sempre necessario. Per questo, a partire dal 2005, sono stati attivati percorsi ambulatoriali per permettere alle persone di mantenere il lavoro e i legami familiari. Oggi i percorsi ambulatoriali sono sette e accolgono persone dipendenti da sostanze – come cocaina o alcool – e comportamenti come il gioco d’azzardo. C’è anche un gruppo rivolto a giovani dipendenti da sostanze. La testimonianza di Giovanni chiude il servizio di Emanuele Borghi trasmesso da Telereggio sabato 9 e 10 novembre 2019.

 

Pubblicato in Articoli, Slide, Vangelo e vita 2019/2020, Vita diocesana

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