Una rosa sfogliata per amore

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In vista dell’incontro “Tilde e la risposta all’Amore. Una sorella per tutti noi” che si terrà martedì 19 novembre alle 20.45 nella parrocchia di Sant’Agostino a Reggio (si veda la locandina), pubblichiamo la prima parte dell’articolo del frate domenicano Simone Garavaglia sulla Serva di Dio Tilde Manzotti (“Una rosa sfogliata per amore”). La seconda parte sarà pubblicata nella prossima edizione de La Libertà.

La Serva di Dio Tilde Manzotti, per la quale è in corso la “fase romana” del processo di beatificazione, nacque a Reggio Emilia il 28 maggio 1915. Sin dalla giovane età si mostrò particolarmente brillante negli studi; dopo la frequenza delle scuole elementari e medie, si iscrisse all’Istituto magistrale. Al secondo anno iniziò ad accusare i primi sintomi di quella che, di lì a poco, si rivelò essere tubercolosi polmonare.
Per via della malattia a soli 15 anni fu costretta ad abbandonare la frequenza scolastica per proseguire gli studi privatamente, riuscendo a conseguire comunque il diploma ed avviandosi in tal modo all’insegnamento (attività che riuscirà a svolgere soltanto per pochissimo tempo a Rondinara, in provincia di Reggio Emilia).

Nel 1933 per via dell’aggravarsi della malattia venne ricoverata al sanatorio di Prasomaso (SO). Nel mese di giugno dello stesso anno, nell’auspicio che le sue condizioni di salute potessero migliorare, si iscrisse alla facoltà di Magistero dell’università di Torino ma, a causa di un ulteriore peggioramento della malattia, si ritirò dagli studi. Da qui in avanti la vita di Tilde fu costellata di continui trasferimenti da una casa di cura all’altra, di nuovo a Prasomaso poi ad Arco (TN), salvo brevi periodi a Malesco (NO), dove si recava per le vacanze estive con la famiglia, quando la malattia lo consentiva, o alla sua città d’origine, Reggio Emilia.

In tale alternarsi di spostamenti giunse il biennio della svolta, 1936-1937; Tilde attraversò un momento di grande crisi spirituale in cui iniziò veramente ad interrogarsi sui costanti “desideri d’amore, d’azzurro, di pace” che la attraversavano. Essenziale nel suo itinerario spirituale fu il trasferimento della famiglia a Firenze nel 1937. Tilde si iscrisse nuovamente alla facoltà di Magistero presso l’università di Firenze, aderendo anche alla FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani), il cui assistente spirituale fu padre Reginaldo Santilli o.p., attraverso il quale iniziò ad avere i primi contatti con la spiritualità domenicana.

Continua a leggere l’articolo di Simone Garavaglia su La Libertà del 6 Novembre 

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