Camminare nella Chiesa, come Dio comanda

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Sono stato educato a pensare cristiano e cioè a pensare anche con il cuore e per questo non mi è stato poi difficile rifiutare il pensiero uniforme, debole come lo si definisce oggi. Lo spirito del mondo, oggi più che mai, ci fa altre proposte: non ci vuole popolo, ci vuole massa, senza pensiero e senza libertà. Ci suggerisce di pensare ciascuno secondo il proprio gusto. Noi cristiani non abbiamo un pensiero debole, non abbiamo un pensiero uniforme e non dobbiamo pensare come ci piace.

Il Signore vuole che ci facciamo popolo di Dio e ci dà l’intelligenza per capire e non perché altri ci dicano cosa succede.
Nessuno si fa cristiano da sé. Il cristiano è parte di un popolo che viene da lontano e che si chiama Chiesa.
La Fede la si incontra perché ci è stata trasmessa dai nostri padri. Ricordo spesso quanti volti cari mi hanno aiutato: il volto di tanti parroci, di tanti preti, di chi mi ha insegnato il catechismo, i tanti amici che tuttora mi aiutano a crescere da cristiano. Questa è la Chiesa che conosco e che amo. E allora nella Chiesa non c’è spazio per battitori liberi o per il fai da te.

Camminare insieme è molto impegnativo e faticoso, ma il Signore ha affidato il suo popolo a delle persone umane che ci possono fare problema o addirittura scandalo. Essere cristiano significa appartenenza alla Chiesa e appartenenza al popolo di Dio. Non si può amare Dio al di fuori della Chiesa, non si può essere in comunione con Dio senza esserlo nella Chiesa.

Continua a leggere tutto l’articolo di Maurizio Rizzolo su “La libertà” del 30 Ottobre

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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