Il piccolo fascio delle laudi di Reggio

Stampa articolo Stampa articolo

Riletture dal passato

Fasciculus laudum Regii Lepidi collectore Alexandro Squadrono Regiensi I.U.D., Regii, Apud Flaminium Bartholum 1620

Dopo le “Laudi” del D’Annunzio, a leggere il titolo di questo libro chissà in quale esaltante poema il Lettore moderno s’aspetta forse di addentrarsi.
Non sarà così, ma il titolo non inganna: Le Laudes Regii Lepidi sono un breve excursus storico di eventi, personaggi civili, ecclesiastici e militari, scrittori, poeti, artisti e quanti altri (e Reggio ne fu florido, sostiene l’autore) costituirono la gloria della città e la resero famosa nel mondo.
Fasciculus laudum come un mazzo di fiori dal quale l’Autore, imitando le api – l’esempio è suo – trae quanto non sia faticoso portarsi a casa. E, naturalmente sottinteso, quanto può far bene alla crescita umana, intellettuale e spirituale sua e dei suoi lettori, giovani o vecchi che siano.

Inizia dagli elementi della storia romana della città e dai suoi primi vescovi per risalire allo Studium reggiano e ai suoi giuristi (Guido Roberti, Guido e Pietro da Suzzara, Guido da Baiso, Alberto Cambiatori e parecchi altri). Naturalmente il cenno agli studiosi del diritto diventa quasi la premessa per affermare che la florida civiltà reggiana ha nel diritto il suo fondamento e la sua sicurezza. E che gli stessi vescovi,
usciti dallo Studium sono stati garanzia di buongoverno e di pace per le loro diocesi. Cita, tra i reggiani vescovi altrove: Simone Pagani a Volterra e a Forlì; Girolamo Savio, a Rimini; Filippo Zoboli a Comacchio; Pietro Antonio Vicedomini a Sant’Angelo e ad Avellino.

Prosegue con i filosofi, i medici reggiani, i benefattori.
Cita a proposito Guido Ferrari (o da Bagnolo) archiatra di
Pietro re di Cipro e Gerusalemme che lascia i suoi beni agli
scolari reggiani.
È obiettivamente difficile cogliere il filo conduttore che Guida Alessandro Squadroni nel passare da un evento all’altro, da un personaggio distinto in filosofia a un medico o a un giurista o a un condottiero.

Leggi tutto l’articolo su “La Libertà” del 29 Ottobre

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento