Santità fra Eucarestia e web

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L’avvincente storia del venerabile Carlo Acutis.

Andrea Acutis e Antonia Salzano arrivano nella comunità di San Pietro, a Reggio, nel pomeriggio di sabato 19 ottobre, ospiti dell’Azione Cattolica diocesana e del “Progetto Genitori”. Con loro ci sono i figli Francesca e Michele, bambini biondi e vispi, che subito aiutano mamma e papà a srotolare davanti al sipario del teatro il totem avvolgibile che mostra i luoghi di alcuni famosi miracoli eucaristici insieme al volto luminoso di Carlo Acutis, il fratello venerabile che in casa non hanno fatto in tempo a conoscere. La sala è piena di gente – fra adulti, sacerdoti e suore, un gruppo di ragazzi del catechismo – quando Maria Chesi introduce l’ospite: a parlare, con una spinta propulsiva apparentemente inesauribile, è la madre del futuro beato, Antonia Salzano, romana di nascita e milanese di adozione, professione editore.

 

Così, intervallato dalle domande poste dal tavolo e dal pubblico, con qualche sempre utile digressione sulla dottrina cristiana, inizia il racconto di una biografia straordinaria nella sua ordinarietà, quella di un giovane curioso e volitivo, dal carattere forte, capace di unire il culto dell’Eucarestia alla carità per clochard e immigrati poveri e di testimoniare un uso saggio delle nuove tecnologie, tanto da far sperare che un domani possa essere proclamato patrono di Internet.

Carlo è il primogenito di Antonia e Andrea, venuto alla luce a Londra, dove la coppia si trovava per motivi di lavoro del padre, il 3 maggio 1991.
Fin alla prima infanzia manifesta una devozione per la Madonna – alla quale dona mazzetti di fiori di campo – e un amore per il Corpus Domini che lasciano sbigottiti. Soprattutto tenuto conto del fatto che – come Antonia confessa candidamente – le uniche Messe a cui i suoi cari avevano partecipato prima di diventare genitori erano quelle dei sacramenti, fino al matrimonio.

Ma lui è più maturo della sua età, pronto a ricevere il Signore, sicché a soli sette anni è ammesso alla prima Comunione. Frequentatore assiduo della parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle Suore Marcelline alle elementari e alle medie, poi dei padri Gesuiti al liceo, Carlo Acutis s’impegna a vivere l’amicizia con Gesù e l’amore filiale alla Vergine Maria, attento sempre ai problemi delle persone che gli stanno accanto.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su “La Libertà” del 30 Ottobre

 

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