Giovane coppia di Reggio Emilia in Sierra Leone con Medici con l’Africa Cuamm

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Ostetrica e architetto, lavoreranno per garantire il diritto al parto assistito nel Paese con i più alti tassi di mortalità infantile al mondo: «Vogliamo uscire dalla nostra bolla di sicurezza, renderci utili dove c’è più bisogno»

Martina Braglia e Pietro Gianferrari, giovane coppia di Reggio Emilia, sono pronti a partire per la Sierra Leone, dove lavoreranno a Bo, per garantire la salute di mamme e bambini nel paese con il più alto tasso di mortalità materna al mondo.

Martina è ostetrica e parte giovedì 24 ottobre come cooperante con Medici con l’Africa Cuamm, mentre Pietro, architetto libero professionista, per un po’ di mesi ha scelto di non accettare nuovi lavori e di seguire la compagna sul campo. Trent’anni entrambi, hanno alle spalle diverse esperienze in Africa, ma questa è la prima vera partenza insieme.

«Non è una casualità – spiega Martina Braglia – ma è da tempo che desideravamo stare sul campo insieme e alla fine con Medici con l’Africa Cuamm abbiamo trovato l’occasione di farlo. A Bo lavorerò come ostetrica nell’ospedale locale, che è il secondo più grande della Sierra Leone. Pietro invece sarà impegnato come logista volontario».

«Di sicuro ci sarà lavoro anche per me – continua Pietro – perché in Africa strutture da sistemare, cose grandi e piccole da riparare non mancano mai. A parte alcuni viaggi insieme, sempre in Africa, questa è la prima volta che saremo impegnati per lavoro per un lungo periodo. Martina tra i due è l’esperta: io sono solo stato in Burkina Faso con un progetto di volontariato, mentre lei ha già lavorato in Kenya, Etiopia e Sud Sudan. Mi ha un po’ trascinato in questa scoperta dell’Africa e ne sono felice: volevamo metterci in gioco insieme, uscire dalle nostre sicurezze, impegnarci per fare la differenza per qualcuno». 

«È vero – conclude Martina – da quando mi sono iscritta a ostetricia ho sempre desiderato partire per l’Africa e ho già avuto l’occasione di farlo da sola. Pietro mi ha sempre sostenuto, ma dato che stiamo insieme da nove anni, ormai era giunto il momento di partire anche insieme. Penso sia particolarmente importante farlo oggi, per conoscere meglio quei posti, di cui tanto si parla con diffidenza, molte volte ingiustamente. Per me non è un sacrificio o una missione partire: lo faccio perché mi piace viaggiare, mettermi alla prova, imparare qualcosa di nuovo, facendo anche il mio lavoro. Di certo però, soprattutto oggi, sentiamo forte l’esigenza di uscire dalla nostra bolla di sicurezza per andare a vedere con i nostri occhi cosa sta succedendo dove la gente ha davvero bisogno».

Martina e Pietro hanno conosciuto Medici con l’Africa Cuamm attraverso il gruppo locale di appoggio “Medici con l’Africa Cuamm Modena e Reggio Emilia”, che riunisce medici e cooperanti rientrati dall’Africa, ma anche volontari che vogliono impegnarsi in Italia per lo sviluppo del continente Africano.

È possibile sostenere il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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