Matteo Zuppi: «Amate tanto la Chiesa»

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L’arcivescovo di Bologna, creato cardinale da Francesco, riflette sul ministero

Pochi giorni prima del Concistoro del 5 ottobre, in cui è stato creato cardinale da Papa Francesco, monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna (nella foto), ha rilasciato un’intervista ai mezzi di comunicazione sociale della sua Chiesa locale. Su La Libertà ne riproponiamo alcuni passaggi (sul sito www.laliberta.info si può leggere una versione più estesa).

Nella Messa in suffragio del cardinale Etchegaray lei ha ricordato una frase di padre Chevrier: “è un bel periodo per essere prete”. Allora è un bel momento anche per essere cardinale. Cosa significa oggi essere prete chiamato ad un servizio sempre più grande?
La frase si trovava su un ricordino e richiamava una delle prime omelie del cardinale pronunciata dopo l’ordinazione sacerdotale. Roger Etchegaray è stato un uomo che, oltre ad aver attraversato quasi tutto un secolo, ha fatto tanto per la Chiesa. Gli dobbiamo molto, come l’incontro con le Religioni di Assisi quando era presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Si trattò certamente di una delle innovazioni più significative del pontificato di Giovanni Paolo II.
Amare, costruire e difendere la comunione è il vero significato dell’essere preti oggi. Il presbitero è colui attorno al quale si raduna la comunità e ne rappresenta l’unità. Anche per questo è un bel periodo per essere preti, perché con la comunità possiamo vivere e condividere, in un’amicizia e in una solidarietà sempre più forti. Questo è importante soprattutto oggi, dove gli individualismi sono tanti e, a maggior ragione, è importante saper vivere insieme e mettere in pratica il comandamento dell’amore per liberare tanti dalla solitudine.

Continua a leggere l’articolo di Alessandro Rondoni su La Libertà del 16 ottobre 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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