Incontri di danza, parole e musica a Palazzo da Mosto

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Il 23 ottobre alle 21 «Di luci e di ombre» con Stefano Scansani

Danza, parole e musica a Palazzo da Mosto. Una serie di appuntamenti, dal 19 ottobre al 10 novembre prossimi, per promuovere la vita sociale e culturale del centro storico di Reggio Emilia, in particolare in un’area finora poco frequentata.
“Incontri a Palazzo” è un progetto ideato da Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto e da Aliberti Lab, con la collaborazione dell’Istituto Musicale Peri-Merulo, e sostenuto da Fondazione Manodori e Par.Co. Il complesso rinascimentale di Palazzo da Mosto, in via Mari 7 a Reggio, è stato restaurato dalla Fondazione Manodori per essere messo a disposizione di un ampio pubblico e delle istituzioni del territorio.

Il primo appuntamento è in ottobre con la Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto all’interno del progetto per la Città della danza.
19 OTTOBRE, REPLICHE ORE 16 – 17
20 OTTOBRE, REPLICHE ORE 16 – 17 – 18
• Compagnia Sanpapiè
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coreografia di Lara Guidetti
Dopo il successo alla 2a edizione della “Festa della Danza – Una giornata in Fonderia” a maggio, i danzatori della Compagnia Sanpapiè accompagneranno nelle stanze di Palazzo da Mosto gli spettatori. Attraverso una coreografia itinerante sotto forma di audiopercorso guidato, si potrà vivere una suggestiva immersione nei ricordi e nella storia di una delle più importanti dimore rinascimentali di Reggio Emilia. Il progetto nasce dall’opera dell’artista newyorkese Tristan Perich: un circuito, alloggiato nella custodia di un cd, che suona una sinfonia elettronica in cinque movimenti. Fruendo dell’opera in cuffia, in una dimensione individuale, è possibile coglierne gli infiniti dettagli, mentre un ascolto collettivo e diffuso riprodurrebbe un noise sfocato. La relazione tra queste due possibili posizioni, individuale e collettiva, all’interno di un contesto urbano e non ordinato, è il cardine della ricerca, che organizza un coro di danzatori e performer in funzione dello spazio in cui si muovono e della presenza del pubblico che si trova ad essere, inconsapevolmente, parte del disegno coreografico. Spettacoli a pagamento. Ingresso 3 euro.

Altro appuntamento con la danza e con sei interpreti della compagnia Aterballetto sarà quello previsto il 26 e 27 ottobre.
26 OTTOBRE, REPLICHE ORE 18 – 19 – 20
27 OTTOBRE, REPLICHE ORE 16 – 17 – 18

• In/Finito. Progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici
coreografie di Saul Daniele Ardillo, Damiano Artale, Hektor Budlla, Philippe Kratz, Roberto Tedesco, Diego Tortelli
Nuova edizione del progetto site-specific di danza e fotografia, che sarà rappresentata anche nel cantiere di un nuovo spazio sociale a Milano a novembre, grazie al sostegno di Cariplo. A Reggio Emilia i protagonisti del progetto In/Finito – sei interpreti della compagnia Aterballetto – danzano le sei coreografie a Palazzo da Mosto, nelle cui sale nel 2018 fu presentato per la prima volta il progetto, nato in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani / Fotografia Europea. Il contesto espositivo è rappresentato dalle nuove fotografie di Toni Thorimbert, che ritraggono i performer in spazi emblematici di alcune aree periferiche di Milano. Spettacoli a pagamento. Ingresso 3 euro.

Informazioni e prenotazioni biglietti per gli spettacoli di danza ai recapiti: 0522.273011, 334.1023554, info@aterballetto.it, sito web www.aterballetto.it. Acquisto biglietti online www.biglietteriafonderia39.it.
Biglietteria giorni lavorativi presso Fonderia – Sede della Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, via della Costituzione 39, lunedì e venerdì dalle ore 10 alle ore 12.30; martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 15 alle ore 17.30.
La biglietteria il giorno dello spettacolo a Palazzo da Mosto apre un’ora prima dell’evento.

Tutti gli altri incontri della rassegna, indicati di seguito, sono a ingresso libero.
Sabato 19 ottobre alle 18.30 Vauro Senesi e Loris Mazzetti intervengono alla presentazione del libro “La Zecca”, con le battute più corrosive del più caustico autore satirico italiano, in arte Vauro, affiancato dall’amico Loris Mazzetti, giornalista cresciuto accanto a Enzo Biagi, conduttore e dirigente Rai.

Mercoledì 23 ottobre alle ore 21 a Palazzo da Mosto si cambia decisamente registro; arriveranno il vescovo Massimo Camisasca ed Edoardo Tincani, autori del libro “Di luci e di ombre. Dialoghi sulla vita quotidiana”: un’approfondita conversazione sui temi fondamentali della vita dell’uomo tra un vescovo e un padre di famiglia; non un trattato teologico, ma la lettura condivisa e per certi aspetti complementare di esperienze vissute, nella comune ricerca del gusto, del senso e della necessità dell’impegno da cristiani nel mondo.
L’incontro sarà introdotto dal direttore editoriale di Aliberti, Alessandro Di Nuzzo, e condotto dal direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, che dialogherà a sua volta con i protagonisti in un’intervista pubblica che spazierà sui diversi capitoli del libro, parlando di amicizia, obbedienza, povertà di temi e valori che incrociano l’attualità.

Domenica 27 ottobre alle ore 19 si presenterà invece “Pedalando coast to coast” di Valerio Miselli e Vincenzo Morlini con la partecipazione dell’assessore Carlotta Bonvicini. La passione per la bicicletta coinvolge e unisce come poche altre attività al mondo, non solo sportive. Fabrizio e Vincenzo, amici di lunga data, l’hanno scoperta quando già avevano famiglia e impegni professionali. Adesso possono dire orgogliosamente di aver pedalato per migliaia di chilometri, scalando montagne, sfidando se stessi in imprese ciclistiche che sembravano impossibili. Il sogno più grande, però, era quello di attraversare gli Stati Uniti da est a ovest, quando le circostanze della vita glielo avessero consentito. Hanno coinvolto in questo sogno altri quattro amici della loro generazione, Marco, Valerio, Giovanni e Adriano: la risposta è stata entusiasta. E così, senza pensarci troppo, sono partiti.

Domenica 3 novembre alle 18 altro libro in rassegna: “Reggiane ieri, oggi e soprattutto domani” di Massimo Storchi, Michele Bellelli, Luca Torri (ad Stu Reggiane) Le Officine Meccaniche Reggiane, da sempre conosciute come le Reggiane, non sono state solo una grande e importante fabbrica che ha attraversato le stagioni sociali ed economiche del Novecento. Non soltanto “un’azienda, il lavoro, la tecnica, il luogo della promozione sociale, della speranza e della lotta”, come ricorda lo storico Massimo Storchi. Sono state molto di più e di diverso: “un pezzo del vissuto di una comunità che di quella storia si sente ancora oggi partecipe e, in qualche modo, erede”. Il popolo delle Reggiane, le generazioni di lavoratori che si sono succedute in quei capannoni ormai leggendari – e ancora impressionanti all’occhio del visitatore – hanno cambiato in profondità non solo la loro storia personale, ma quella collettiva. E oggi? Qual è l’impatto delle Reggiane sulla città? Quale il futuro del complesso? A seguire, aperitivo a base di Lambrusco Campanone offerto dalle Cantine Lombardini

Sabato 9 novembre alle 18 con Antonio Padellaro e Massimiliano Panarari ci sarà la presentazione de “Il gesto di Almirante e Berliguer”. È accaduto per davvero. Conosciamo i loro nomi: Giorgio Almirante ed Enrico Berlinguer. Ora sappiamo che s’incontrarono per quattro o sei volte tra il 1978 e il 1979. Sappiamo che il luogo prescelto era una stanza, accanto alla commissione Lavoro, all’ultimo piano di Montecitorio. Sappiamo che si vedevano preferibilmente nel deserto parlamentare del venerdì pomeriggio. È rimasto un solo testimone: si chiama Massimo Magliaro, all’epoca era il portavoce di Almirante e il capo ufficio stampa dell’Msi. Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate. Ma i colloqui tra i due leader rappresentano anche un gesto, un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell’era dei social e dell’insulto mediatico, non rimane più traccia.

L’ultimo appuntamento della rassegna di Palazzo da Mosto sarà domenica 10 novembre alle 18 per la presentazione del libro curato da Alessandra Ferretti con i medici del Core e intitolato “Si chiama cancro. Perché non avere paura”. Il libro, attraverso sei conversazioni con altrettanti professionisti della sanità reggiana che guidano ciascuno una fase chiave del percorso oncologico, vuole ricostruire una comunicazione della “malattia cancro” il più possibile equilibrata. Il cancro è una questione sociale, oltre che sanitaria.
Conversazioni con Fausto Nicolini, Carmine Pinto, Cinzia Iotti, Claudio Pedrazzoli, Alberto Cavazza, Annibale Versari e Romano Sassatelli. In appendice: intervista a Manuela Catellani, giornalista di Telereggio, conduttrice della trasmissione “Il medico e il cittadino”.

Per informazioni in più ci si può rivolgere a Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto, tel. 0522.273011, e-mail info@aterballetto.it; Aliberti Lab, tel. 0522.1712880, e-mail enrico@alibertilab.it.

 

Foto conferenza stampa

 

 

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