Ai giovani: quale uomo vale la pena di essere? Cinque tappe a Reggio

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Prenderà il via venerdì 18 ottobre, con la cena al Sacro Cuore (Reggio) e l’intervento di don Luigi Orlandini, il percorso formativo pensato dalla Pastorale Sociale e del Lavoro per i giovani. L’articolo di Chiara Franco inquadra l’itinerario proposto.

Il percorso formativo che quest’anno proponiamo come Ifficio di Pastorale Sociale e del Lavoro riservato a giovani (20-35 anni) ha al centro un’unica domanda che proveremo a declinare in vari contesti: che cosa intendiamo noi cristiani quando parliamo di “uomo”? Che “tipo” di uomo abbiamo in mente? E inoltre…che “servizio” possiamo rendere all’uomo?

Rendere presente il primato dell’uomo su tutto quanto possa condizionarlo e determinarlo rispetto a quanto proviene dall’esterno è sempre stato al centro di quanto la Dottrina sociale della Chiesa propone. Servire la dignità della persona deve essere quindi il primo motivo per interrogarsi su quello che l’uomo è veramente.
Questa necessità di interrogarsi su che cosa costituisce l’umano, in particolare per i giovani, fu resa esplicita da san Giovanni Paolo II proprio in occasione della prima GMG a Roma nel 1984: “I giovani guardano verso di lui perché giovinezza significa un particolare «bisogno» di un modello d’umanità: d’umanità completa, semplice e trasparente, d’umanità «esemplare». Il «bisogno» di una tale umanità è particolarmente forte nei giovani, perché ad essi si impone di più l’interrogativo: come deve essere l’uomo? Quale uomo vale la pena di essere? Chi debbo essere io, per riempire di giusto contenuto quest’umanità che mi è data?”.

Leggi tutto l’articolo di Chiara Franco su La Libertà del 9 ottobre

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