L’Annunciazione di Lelio Orsi in mostra a Roma

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La Galleria Nazione di Arte Antica – Palazzo Barberini, in via delle Quattro Fontane 13 a Roma,  ospiterà dal 10 ottobre al 6 gennaio la mostra “Michelangelo a colori. Marcello Venusti, Lelio Orsi, Marco Pino, Jacopino del Conte”; curatori sono il concittadino Massimo Pirondini e Francesca Parrilla, con Yuri Primarosa

La mostra presenta un piccolo ma prezioso nucleo di opere che attestano il continuo e fecondo dialogo tra Michelangelo e i suoi seguaci. Giocando sulla doppia rappresentazione dei principali temi sacri trattati dal Buonarroti puntualmente ripresi da pittori diversi – l’Annunciazione, l’Orazione nell’Orto, la Deposizione, la Crocifissione e la Madonna del silenzio – sarà possibile cogliere lo stretto legame esistente tra le opere in mostra, messe per la prima volta a confronto tra loro, e i disegni del grande artista toscano, esposti in riproduzione.

Il primo focus ruoterà attorno all’Annunciazione di Lelio Orsi, proveniente dal museo Gonzaga di Novellara, in passato attribuita a Marcello Venusti. L’opera di Lelio Orsi sarà accostata all’Annunciazione di Venusti della Galleria Corsini, considerata tra le più importanti testimonianze della perduta pala che il pittore lombardo aveva dipinto – a partire da un disegno di Michelangelo – per la cappella Cesi di Santa Maria della Pace.

Dipinta tra il 1555 e il 1560, la tavola ad olio (cm. 35 x 26)  è caratterizzata da un’avvincente storia collezionistica puntualmente ripercorsa nella scheda in catalogo da Massimo Pirondini, storico dell’arte, autore di fondamentali saggi sulla pittura emiliana del sec. XVI e XVII.

Passò dai Conti Gonzaga a Modena nella collezione del cardinale Alessandro d’Este, poi a Roma a quella di padre Sebastiano Resta; quindi giunse a Blenheim (Inghilterra) nella collezione John Churchill duca di Marlborough, poi  nel sec.XIX sec. di John Winston Spencer Churchill, 7° duca di Marlborough e nonno di Winston Churchill primo ministero durante la seconda guerra mondiale. Approdata a Roma nel 1950 sul mercato antiquario, fu a Buenos Aires nella collezione dell’ambasciatore Maximo Etchecopar; nuovamente in Italia fu battuta in aste a Milano e quindi a Londra per tornare a Reggio  nella collezione Veneri ed essere acquisita nel 2002 dal Museo Gonzaga di Novellara, ritornando alla sede originaria.

Lo stesso Massimo Pirondini in un ampio e puntuale saggio ripercorre nel catalogo gli intensi rapporti dei Gonzaga di Novellara con Roma dove al tempo di Alfonso I erano proprietari di diversi immobili, tra cui Palazzo Armellini-Cesi, tuttora esistente in via della Conciliazione, ed un altro con giardino segreto e orti all’Aventino tra la chiesa di Santa Sabina e il Tevere.

In mostra, sempre da un disegno di Michelangelo, oggi conservato agli Uffizi, sono tratte le due tavole dell’Orazione nell’orto di Venusti, realizzate in periodi diversi.

Sferzato dalle correnti controriformistiche, il tema della Crocifissione ha avuto una fortuna senza pari.

Nell’esposizione, inoltre, sarà presentato un prezioso Cristo vivo sulla croce di stampo michelangiolesco, mai esposto al pubblico, proveniente da una collezione privata londinese, e ora attribuito a Marco Pino.

Dalla Galleria Corsini giungerà anche la Madonna del Silenzio, riferita a Prospero Scavezzi detto il Bresciano.

Completerà il percorso espositivo il tema della Deposizione illustrato da una tela poco nota di Marcello Venusti conservata nei depositi dell’Accademia Nazionale di San Luca, accanto alla grande Deposizione di Jacopino del Conte della collezione Barberini: due capolavori del Cinquecento romano restaurati per l’occasione, derivati anch’essi dalle invenzioni del grande maestro toscano.

La mostra è corredata da un catalogo con saggi dei curatori e schede critiche delle opere esposte.

 

Giuseppe Adriano Rossi

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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