«Vexilla Regis prodeunt»: la Chiesa reggiano-guastallese fa memoria dei suoi sacerdoti martiri

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Cospicua e commossa partecipazione al convegno, con le relazioni di Giuseppe Giovanelli e di don Carlo Pagliari, e alla Messa presieduta dal Vescovo

Riflessione storica, poi biblica e infine partecipazione alla Messa presieduta dal Vescovo: è un crescendo di memoria e di fede l’iniziativa “Vexilla Regis prodeunt”, con cui la Diocesi – nel pomeriggio di domenica 22 settembre, tra il Museo diocesano e la Cattedrale – ricorda i suoi sacerdoti uccisi nel periodo del secondo conflitto mondiale e della guerra civile che ne ha prolungato le atrocità, vittime delle contrapposte fazioni in lotta: nazisti, fascisti e comunisti. Il titolo dell’incontro (“Avanzano i vessilli del Re”) è tratto dall’incipit dell’inno liturgico composto da san Venanzio Fortunato in occasione dell’arrivo della reliquia della Vera Croce a Poitiers. Come immagine, sulla locandina, la prima croce eretta sul luogo dell’assassinio di don Donadelli, il 2 luglio 1944, a Vallisnera.

Più di cento i presenti al convegno e diversi i sacerdoti, tra i quali il vescovo emerito Adriano Caprioli e il rettore del Seminario don Alessandro Ravazzini. La volontà di comprendere in un unico abbraccio tutti i confratelli che in quegli anni patirono deportazioni, torture e minacce per aver semplicemente servito il Vangelo, pregando allo stesso tempo per i loro aguzzini, ha trovato un importante “battistrada” nel gesto di perdono avvenuto il 18 aprile 2018 nel santuario di San Valentino e nel vescovo Massimo il principale promotore, con l’appoggio operativo del gruppo diocesano di servizio per la pastorale della cultura. È una nuova tappa di un cammino che la Chiesa diocesana avviò fin dal 23 maggio 1945, quando don Carlo Lindner intervenne al 1° Convegno del Clero reggiano.

Il martirologio dei sacerdoti è ripercorso dal professor Giuseppe Giovanelli, condirettore del Centro Diocesano di Studi Storici e redattore dell’inserto “Memoria Ecclesiae” che La Libertà pubblica periodicamente, a partire da un documento della Congregazione Presbiterale di Felina edito nel 2015. Per esigenze di completezza, riportiamo in queste pagine un breve ritratto e l’immagine dei dodici sacerdoti deliberatamente uccisi, commemorati nell’incontro; in testa il nostro seminarista, il beato Rolando.
Nella sua accurata relazione Giovanelli include anche tre altri sacerdoti e due cappuccini reggiani. I presbiteri sono don Sveno Maioli (Felina), cappellano militare della 68a Sezione di Sanità, annegato – fuori servizio, pare per salvare comunque un’altra persona – nel lago di Bracciano l’8 settembre 1942; don Giacomo Davoli (Guastalla), cappellano militare del 3° Reggimento Bersaglieri, disperso il 25 gennaio 1945 sul fronte russo; don Guerrino Cavazzoli (Guastalla), cappellano militare presso la Missione Italiana a Berlino, disperso il 23 marzo 1945 sotto un bombardamento; quanto ai religiosi, si tratta di frate Crispino Sabbatini, morto a Reggio l’8 gennaio 1944, travolto dalle macerie del convento bombardato, e di padre Fortunato da Castellarano, deceduto a Pavullo nel Frignano il 20 febbraio 1945 durante l’incursione aerea sull’ospedale civile di cui era cappellano.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 2 ottobre

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