Biodiversità e mistero dell’essere creature

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Reggio: nella chiesa di San Giorgio il respiro ecumenico della preghiera

Nella cornice della splendida chiesa di San Giorgio a Reggio, sabato 21 settembre, si è celebrata la veglia ecumenica per ringraziare il Signore nell’occasione della quattordicesima giornata per la custodia del creato. Il titolo della liturgia, “Coltivare la biodiversità”, dice molto sull’importanza della serata. I pastori cristiani di tre comunità presenti a Reggio, tra cui il vescovo Monari, hanno permesso a noi fedeli di entrare nel mistero del nostro essere creature in un creato dinamico, fatto con amore, da un Dio che vuole in ogni istante farci gustare la Bellezza della Vita. Proverò dunque in pochi punti a riassumere la profondità della preghiera che è stata proposta all’assemblea sabato seraò

Lodare
“Gloria al Signore, per sempre! Gioisci, Signore, per le tue opere! Canterò a te, Signore, finché avrò respiro. Loderò il mio Dio, finché avrò vita. Tutto quanto plasmasti nel principio era degno di lode. E in quella lode gli umani trovarono la ragione e il senso del loro stare al mondo. Respirare e ringraziare per il miracolo della vita che ci comprende, è un tutt’uno, è il battito stesso del nostro cuore. Siamo tuoi Dio nostro. Sii Tu benedetto”.

Quale stupore nasce nel nostro cuore sapendo che tutto ciò che ci circonda è frutto di un amore?
Quale lode si crea sulle nostre labbra di fronte allo stupore? Nel nostro lodare è racchiusa la nostra caratteristica umana più bella: essere creature capaci di renderci conto dell’immensa grazia che ci è stata donata e per quella ringraziare. Che cosa ci rende degni di essere figli? Nulla, se non la consapevolezza del sentirci parte di un cosmo perfettamente armonico e dinamico, funzionante con leggi che ancora non conosciamo a pieno, ma che le scienze ci permettono di gustare in una minima parte che già ci sovrasta; noi siamo parte di tutto questo come protagonisti. Ecco dunque il primo passo per prendersi cura della biodiversità. Di fronte alla natura iniziare a chiederci il “perché?” delle cose, rendendoci conto che il mondo in cui viviamo e il regalo più grande che come umanità avremmo potuto ricevere da Dio.

Leggi tutto l’articolo integrale di Marco Bassoli su La Libertà del 2 ottobre

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