La via italiana all’eutanasia

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Ancora  una volta è andata come previsto : la legge 219 sulle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) ha aperto la strada alla eutanasia e ad ogni altra modalità di offesa alla vita umana a partire dalle persone fragili.

La Corte Costituzionale , chiamata in gioco dalla vicenda Cappato/Antoniani circa la legittimità costituzionale dell’articolo 580 C.P. , rilevando una sorta di incompletezza della legge 219 sul suicidio assistito aveva chiesto al Parlamento di colmare il vuoto entro un anno.

Il Parlamento non è intervenuto e la Consulta ha fatto il suo lavoro, dichiarando incostituzionale il 580 e legittimando di fatto la incivile pratica dell’aiuto al suicidio di una persona disperata.

Infatti un uomo che decide di uccidersi o di farsi uccidere è perchè è sprofondato in un abisso di sofferenza esistenziale che gli impedisce di scegliere per la vita.

La società è capace di una unica risposta : ” ci penso io”.E quindi l’essere umano disperato e poverissimo viene derubato della speranza. Uccidere è sempre un delitto e il suicidio è un atto tragico che si ha il dovere morale di fermare.

La pietà vera è farsi carico di chi è nel bisogno e non certo uccidere con un farmaco letale,tacitando la coscienza con : ” me l’ha chiesto lui!”.

Il Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Emilia

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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  1. Ivano Argentini ha detto:

    Coltiviamo con pazienza e tenacia la convinzione che la solidarietà, il prendersi cura, lo sare accanto, il rendersi disponibili e compagni di viaggio può liberare chi soffre anche dalla determinazione di uccidersi.