A Manakara una Chiesa di popolo

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Incontro con il nostro missionario don Luca Fornaciari

L’ironia della sorte ha voluto che mentre il Papa visitava il Madagascar lui fosse in diocesi, tra i familiari e gli amici reggiani nel periodo di rientro già programmato e concluso lunedì scorso con il volo per l’Isola rossa. Don Luca Fornaciari, parroco di Manakara, fidei donum appartenente alla Comunità sacerdotale Familiaris Consortio, ha potuto recuperare i discorsi del Pontefice tramite i media e si è fatto raccontare della visita di Bergoglio dal confratello don Simone Franceschini. “Mi dispiace più che altro non avere potuto accompagnare il centinaio di pellegrini che hanno raggiunto Antananarivo dalla mia parrocchia, che dista due giorni di macchina dalla capitale”, dice.

Oltre a parlare del tema ambientale e della piaga della corruzione, Papa Francesco ha raccomandato una formazione non superficiale per i giovani candidati al sacerdozio…
Un richiamo giusto. Diversi vescovi, soprattutto europei, si lamentano per la parzialità della formazione nei seminari africani: la preparazione accademica è buona, con alcuni docenti provenienti anche dall’estero, però è piuttosto carente dal punto di vista umano, soprattutto perché i formatori dedicano poco tempo ai ragazzi, impegnati come sono a girare per tenere conferenze o per partecipare a liturgie particolari. In Madagascar ci sono però alcune congregazioni, ad esempio i salesiani e gli orionini, che strutturano con grande cura i percorsi di studio. Sono rimasto positivamente colpito anche dalla serietà della formazione nelle Case della Carità: prima della consacrazione è richiesto un lavoro esigente.

Due anni che sei a Manakara, di cui l’ultimo da parroco. Hai introdotto qualche novità?
Nel mese di agosto una commissione di una cinquantina di persone ha realizzato ad Ambodinato il pellegrinaggio per l’Assunta, una proposta che avevo rivolto al Consiglio pastorale. Lo abbiamo pensato sul modello del pellegrinaggio che anni fa don Remigio Ruggerini aveva istituito ad Anorombato, un po’ più a nord rispetto alla parrocchia. Il corteo si è snodato in campagna per due giorni e ha coinvolto moltissime persone, anche tra i non cristiani. La statua di Maria è arrivata da Reggio con Holyart. La Messa conclusiva, durata tre ore e mezzo, ha visto partecipare anche i campisti reggiani. È stato un bel momento di comunione e di festa.

Altri progetti?
In ottobre, quando in Madagascar inizia la primavera, tentiamo di organizzare un grest di una settimana prima dell’inizio delle scuole, in concomitanza con la visita pastorale del vescovo di Farafangana Gaetano Di Pierro. A giorni dovrebbe poi partire la costruzione della nostra casa.

Continua a leggere tutta l’intervista di Edoardo Tincani a don Luca Fornaciari su La Libertà del 25 settembre

Don Luca Fornaciari

 

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