Azione Cattolica, più valore all’estate

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Gruppi giovani a Barcellona sulle tracce di Gaudì e in Puglia da don Tonino Bello

Tra eternità e bellezza

“Dove fate il campo quest’anno?” – “A Barcellona” – “Cosa?”. Questa, più o meno, è stata la reazione tipica a chi ci chiedeva dove avremmo svolto il camposcuola dei giovani 19-30 anni. Barcellona: luogo tra i più quotati per vacanze post maturità, combinazione perfetta tra sole-mare-sangria, cosa ci azzecca con un percorso formativo? Facciamo un passo indietro: i giovani avevano appena letto la Laudato si’, dove Papa Francesco continuamente richiama lo sguardo sul creato, anche all’interno delle grandi città. C’è una persona che ha prestato così tanta attenzione al creato, da farne la sua ispirazione per le sue opere. “Il grande libro, sempre aperto e che dobbiamo sforzarci di leggere, è quello della Natura”. Di chi sono queste parole? Ma di Antoni Gaudì, il celebre architetto! Proprio lui ci ha dato la motivazione per andare nella sua città, a scoprire come le sue opere ne hanno cambiato il volto e come la sua vita lo abbia portato a essere Servo di Dio, con una causa di beatificazione in atto.

Conoscere Gaudì non è facile: lui non amava scrivere, i libri che lo riguardano parlano per lo più delle sue opere piuttosto che del suo percorso spirituale. Ma, fortunatamente, l’Associazione per la Beatificazione è molto impegnata nel raccogliere testimonianze tra i suoi colleghi e i suoi studenti: proprio a questo materiale prezioso abbiamo attinto per conoscere che tipo di persona fosse.
Un ragazzo normale, che per problemi di salute non poteva giocare insieme ai suoi compagni e quindi già da piccolo sviluppò l’osservazione della natura nei suoi più piccoli dettagli. Un ragazzo con un sogno, fare l’architetto, e con un po’ di fortuna: partecipò infatti ad una esposizione progettando una vetrina per guanti e lì venne notato dal grande magnate dell’epoca Eusebi Guell, che ne farà il primo architetto di Barcellona. Grazie a lui il giovane Antoni costruì le famose e bizzarre case private che tuttora destano incredibile stupore in chi le visita: Casa Battlò, Casa Milà, Palau Guell, Casa Vicens eccetera. Addirittura Gaudì e Guell insieme progettarono di costruire un’intera “città – giardino” (progetto non realizzato) che oggi è diventata il Park Guell.

Leggi tutto l’articolo di Elena Oleari su La Libertà dell’11 settembre

«Mordete la vita»

“Mordete la vita” è la scritta che si può leggere sulle magliette dei circa 45 ragazzi delle superiori che hanno partecipato al camposcuola estivo dell’Azione Cattolica, settore giovanissimi.
“Mordete la vita” è però soprattutto l’invito che don Tonino Bello, vescovo di Molfetta morto nel 1993, ha rivolto ai giovani della sua terra più di 30 anni fa. Ma cosa può avere da dire una persona così lontana nel tempo e nello spazio a dei ragazzi di oggi, provenienti da varie parti della diocesi di Reggio Emilia? Pensiamoci: quando don Tonino pronunciava quelle parole i cellulari si vedevano al massimo nei film, i social non esistevano, l’Europa era diversa, il mondo, il modo di informarsi, i lavori, tante prospettive di vita, i modi di vivere erano diversi.

Con i ragazzi dell’Acg non siamo andati solo alla scoperta di don Tonino Bello, ma proprio di un’altra epoca… e quello che abbiamo scoperto è stato incredibile: quante cose sono in realtà uguali ai nostri giorni!
Nella nostra settimana in Puglia, abbiamo potuto incontrare persone che ci hanno raccontato della vita del vescovo, dell’Italia e del mondo degli anni ’90, ma abbiamo avuto anche la testimonianza di chi vive oggi le stesse emergenze e le affronta sostenuto dal messaggio di don Tonino, che è il messaggio del Vangelo.

Continua a leggere tutto l’articolo su La Libertà dell’11 settembre

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