Ghiara, giorni d’arte e fede

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Cultura protagonista nel quarto centenario della nostra Basilica

Tre giorni di full immersion nei valori storici, artistici e turistici del Santuario della Ghiara, in quest’anno del suo 400° compleanno, rallegrandosi per il nuovo, portentoso impianto d’illuminazione del tempio. Ma anche una festa della fede; fede cristiana che – come ha sottolineato il Vescovo intervenendo venerdì sera in Basilica – è sempre generatrice di cultura e ha una carnalità alla quale i grandi pittori e scultori hanno dato espressione visibile.

Si è iniziato giovedì 5 settembre con l’inaugurazione della mostra di paramenti liturgici al museo della Ghiara, già presentata da Elisa Bellesia nello speciale Giubileo della settimana scorsa; l’esposizione si potrà visitare fino al 6 ottobre il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Venerdì 6 settembre è stato il giorno del ritorno in Ghiara delle riproduzioni in HD delle pale di Lionello Spada per la Cappella Brami, Visione di San Francesco d’Assisi (1617-1618), e di Jacopo Negretti detto Palma il Giovane per l’altare dell’Arte della Seta, Adorazione dei Magi (1608). Gli originali, dopo le depredazioni subite da Reggio nel passato, sono rimaste alla Galleria Estense di Modena. Nella speranza – l’altra sera rinfocolata – che si possano riavere in Ghiara gli originali, potremo ammirare le copie a grandezza naturale fino al termine del Giubileo (8 dicembre).

Sulla prima opera, concepita per la cappella della Basilica posta a sinistra dell’ingresso, si è diffusa Elisabetta Farioli. La cappella era stata legata al Sacro Monte di Pietà nel 1617 dalla Contessa Camilla Ruggeri, vedova di Claudio Brami. Dello stesso anno – ha spiegato la relatrice – fu l’incarico al bolognese Lionello Spada (1578 – 1622) per la pala d’altare raffigurante san Francesco in estasi con la Vergine implorante Cristo in gloria. Bolognese, passato a Roma dopo la formazione sotto Ludovico, apprezzato in Ghiara per le decorazioni ad affresco della cupola centrale (1614 -1615) e del braccio nord (1616), lo Spada terminò con quest’opera il fortunato periodo artistico reggiano, cui seguirà il trasferimento a Parma, al servizio di Ranuccio Farnese.

Continua a leggere tutto l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà dell’11 settembre

REGGIO AFFRESCO GHIARA

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