Fulgidi paramenti liturgici

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Mostra al Museo: apertura giovedì alle 21, poi fino al 6 ottobre

Fin dal diffondersi della notizia relativa al grande miracolo del sordomuto Marchino, avvenuto nella notte tra il 28 e il 29 aprile 1596, iniziarono a giungere doni di ogni specie ai frati Servi di Maria di Reggio. Infatti l’Ordine, allora come oggi, era preposto all’officiatura della chiesa e del convento sito in Ghiara, cioè lungo il corso deviato del torrente Crostolo.
Giunsero denari, molti denari, gioielli preziosissimi per foggia e materiali, tuttora conservati presso il Museo della Basilica, e giunsero tessuti.

Non paramenti, tessuti. Cioè pezze lavorate a telaio, in forma semplice o operata, con o senza ricami, più o meno elaborati. Dalla nobiltà e dalla ricca borghesia furono donati anche abiti dismessi, destinati a essere smontati e riconfezionati in foggia di paramento liturgico.
Sì, perché almeno fin verso la metà del XVIII secolo raramente venivano commissionati tessuti specifici per la liturgia. Tessuto sacro e tessuto profano condividevano lo stesso percorso creativo, progettuale e realizzativo; spesso quelli destinati alla confezione di paramenti liturgici vivevano una seconda vita, dopo essere stati abiti profani. Questo perché il tessuto nel medioevo e ancora in epoca moderna, almeno fino alla rivoluzione industriale e all’invenzione della macchina Jaquard per i telai meccanici, aveva un valore economico enorme.

Il Consiglio della Fabbriceria Laica, in occasione delle Celebrazioni per i 400 anni della Traslazione dell’Immagine della Beata Vergine, ha ritenuto importante procedere al restauro di alcuni preziosi paramenti conservati presso la sacrestia maggiore della Basilica e farne oggetto di una mostra che potesse divulgare alla cittadinanza non solo il valore storico-artistico degli oggetti, ma anche le valenze e i significati sottesi a questa particolare tipologia di beni, cercando di valorizzare al contempo la preziosità del lavoro artigianale di restauro.

Il restauro è stato affidato a “R.T. – Restauro Tessile” di Albinea, laboratorio altamente specializzato nella cura e nel recupero del patrimonio tessile antico e moderno; una vera eccellenza del nostro territorio. Si tratta del medesimo laboratorio che curò, in occasione degli importanti restauri del 1996, il restauro del famoso “Velo di Jesse”, la cortina destinata a velare l’immagine della Madonna della Ghiara.

Continua a leggere l’articolo di Elisa Bellesia nello Speciale Giubileo su La Libertà del 4 settembre

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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