L’amore per l’Africa e per il prossimo. Addio a Francesco, più di un apicoltore

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Da “Avvenire” del 29/08/2019

Doveva rientrare a Reggio Emilia ieri, Francesco Ruini, partito il giorno di Ferragosto alla volta di Nkoranza, città al centro del Ghana, per tenere un corso di apicoltura promosso dall’associazione di cooperazione internazionale Africa Libera, con sede a Carpi. Faceva questo, Francesco, aiutava il prossimo trasmettendo la sua competenza. Invece il sessantaseienne – che si trovava in compagnia di altri soci della onlus, tra i quali un ginecologo diretto al vicino polo sanitario – lunedì mattina ha trovato la morte a causa proprio di uno sciame d’api che l’ha aggredito: lo choc anafilattico non gli ha lasciato scampo. Pensare che aveva indossato la prima maschera a sei anni, accompagnando tra le arnie di Rio Saliceto (Reggio Emilia) il padre Onelio, casaro di professione ma con la passione per il miele di millefiori acacia. Dopo la laurea, aveva scelto l’apicoltura come professione, divenendo un punto di riferimento ben oltre il suo territorio.

Socio esterno della Cooperativa Cera Valle dell’Idice, fu tra i fondatori del Conapi, il Consorzio Nazionale Apicoltori di cui a lungo era stato presidente; attualmente era consigliere dell’associazione Apicoltori di Reggio Emilia e Parma. Soprattutto, Ruini non aveva gelosie per la sua tecnica, anzi era desideroso di tramandare la a nuove leve disponibili ad apprenderla. Una passione trasformata in cooperazione. «Era un vero maestro. Ha sempre aperto il suo bagaglio di conoscenze a chiunque lo richiedesse », per dirla con le parole del presidente di Conapi Roberto Reggiani.

Così, come aveva fatto altre volte con diversi enti, Ruini nei giorni scorsi era alle prese con un gruppo di allievi ghanesi. «È significativo che a Nkoranza il corso fosse paritario, perché frequentato anche da donne. Poco meno di una ventina i partecipanti», annota Enzo Malagoli, uno degli attivisti di Africa Libera, che conosceva la generosità di Ruini dal tempo in cui aveva tenuto lezioni di apicoltura per l’associazione Panda Carpi, collegata al Wwf. Dalla ricostruzione dei fatti di Malagoli, pare che mentre gli apprendisti erano già vestiti per raggiungere gli apiari, Francesco stesse soffermandosi a dare alcune spiegazioni. Quel lasso di tempo in cui la sua protezione era incompleta gli sarebbe stato fatale. Oltretutto Ruini – che lascia la moglie Adelgunde Mueller, i figli Daniele e Martin e la madre Carmen – era già pronto a recarsi anche in Costa d’Avorio, dove Africa Libera opera da circa cinque anni, per insegnare un mestiere che garantisse sostentamento alla popolazione locale. La sua salma sarà rimpatriata tra alcune settimane. «Dopo tanti anni ancora apprezzo il contatto con la natura e la sensazione di libertà che questo lavoro mi dà e, in primavera, sono ancora affascinato dall’incredibile trasformazione delle famiglie. Purtroppo le cose sono cambiate, le api sono diventate più fragili e le malattie che le colpiscono sempre più imprevedibili», aveva scritto Ruini sul sito di Conapi.

Edoardo Tincani

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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