Circuito podistico della Montagna Csi: i retroscena, i nomi e i segreti della più importante competizione podistica del nostro Appennino

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Dopo l’ultima tappa del Circuito podistico della montagna, edizione 2019, con la camminata di Carpineti e l’assegnazione dei titoli di Campioni della Montagna ad Andrea Bergianti negli assoluti maschili e a Francesca Cocchi tra le donne, oltre ai vari titoli dei giovani, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Maria Azzolini. Responsabile della Commissione atletica leggera del Csi, la Azzolini è anche la principale coordinatrice dell’evento montano, che quest’anno ha visto oltre 150 partecipanti per ognuna delle cinque tappe e un livello tecnico altissimo da parte dei podisti.

Maria, lei è la responsabile della Commissione atletica leggera del Csi. Stili un breve bilancio della stagione, dopo questa edizione del Circuito podistico della montagna?

«La nostra stagione agonistica non è ancora conclusa, anzi le gare più importanti sono a breve, a inizio settembre ci saranno infatti i Nazionali Csi su pista a Pescara, mentre a metà ottobre avranno luogo i Nazionali su strada a Palmanova. L’attività, fino ad ora, è andata molto bene: sono stati infatti ottenuti risultati molto buoni ed è complessivamente cresciuto il numero dei tesserati, sin dalle prime gare campestri del gennaio scorso».

L’edizione 2019 del Circuito podistico aveva 7 tappe, mentre quest’anno in programma ce n’erano 6 e tra l’altro una è saltata. Cos’ha causato il calo degli appuntamenti?

«Il motivo è soltanto uno: le restrizioni di legge hanno reso più complessa l’organizzazione degli eventi e alcuni comitati organizzatori, non avendo la certezza di poter gestire tutto al meglio e in totale sicurezza, hanno preferito rinunciare».

Durante il Circuito podistico ci sono state molte conferme, in termini di risultati, da parte dei giovani migliori della nostra provincia, così come anche tanti big hanno mantenuto le aspettative. Hanno vinto davvero i migliori?

«Tutte le prove sono state molto combattute, non solo le gare giovanili com’è accaduto in passato: quest’anno anche nelle gare degli Assoluti si sono affrontati davvero i più forti della provincia di Reggio e anche i migliori atleti provenienti da quelle limitrofe, mantenendo altissimo il livello tecnico».

C’è qualche atleta che le è rimasto particolarmente impresso?

«Ce ne sono tanti, alcuni dei quali, ormai, nel corso degli anni, sono diventati una costante, come Matilde Carrozzini, Alessandro Manfredotti, Fabio Gervasi, Fabio Finelli, Michele Galimberti o Sofia Bolognesi, giusto per citarne alcuni che si sono sempre messi in luce per la loro grinta e la loro determinazione; poi Luca e Riccardo Iori Luca, due ragazzi che mi hanno colpito per cortesia, educazione e costanza. Poi ci sono le famiglie intere di atleti, come i Bergianti, i Bucci, i Franceschini, solo per citarne alcune. Questi appuntamenti, rappresentano infatti occasioni importanti per ritrovarsi con le persone attraverso lo sport».

Qual è stata, secondo lei, la prova più impegnativa e quella che ha maggiormente messo in evidenza le qualità degli atleti?

«Tutte le prove sono impegnative: basti guardare le facce degli podisti all’arrivo; sono tutti abbastanza provati quando tagliano il traguardo, a testimonianza che, anche se a volte possono sembrare gare della domenica, ogni partecipante si impegna veramente a fondo. Quest’anno, a complicare la prova, c’è stato anche il forte caldo».

Quali sono i valori che si vivono durante il Circuito podistico della montagna, ai quali il Csi tiene particolarmente?

«Allegria, divertimento, amicizia prima e dopo la gara, forte agonismo durante la prova, ma sempre con il massimo rispetto dell’avversario».

Attraverso il Circuito podistico della montagna, considerando soprattutto la fase non competitiva, crede che tante persone abbiano davvero apprezzato la bellezza del nostro Appennino attraverso lo sport?

«I territori che vengono attraversati lasciano a bocca aperta e non si può che ammirarli. I podisti che partecipano al circuito spesso arrivano molto prima per pranzare in prossimità delle zone di gara o al contrario si fermano al termine della prova allestendo vere e proprie tavolate con tanto cibo. In questi casi è utile consegnare loro anche il pacco gara offerto dal comitato organizzatore, spesso a base di formaggi, vino e salumi, tutti cibi particolarmente apprezzati dopo le fatiche del percorso».

Lei da quanti anni è impegnata nella gestione dell’atletica del Csi e da quanti anni segue e organizza il Circuito podistico della montagna?

«Ho cominciato a lavorare nel 1991 nel mondo dell’atletica col compianto Amedeo Becchi e con Silvano Benassi e li ho seguiti sui campi gara per quasi vent’anni, poi ho raccolto la loro eredità. Il Circuito podistico lo seguo dal 2007».

È davvero complesso organizzare un evento del genere, in 5 o 7 tappe che siano, all’interno del tessuto sociale del nostro Appennino?

«Sì, è decisamente complesso: i comitati organizzatori si danno molto da fare e voglio sinceramente complimentarmi con loro; grazie a questa intervista posso ringraziare quindi la Pro Loco di Cinquecerri, il Real Casina, la Pro Loco / Croce Verde di Leguigno, l’Uts Leguigno, l’Amorotto Asd e alcune persone con le quali di solito mi confronto come Stefania e Barbara di Cinquecerri, Filippo di Casina, Ideo di Villa, Vittorio di Leguigno, Paolo di Carpineti, per citarne alcuni.
Tornando all’organizzazione, la preparazione degli eventi è complessa sia nella ricerca dei premi, sia nell’allestimento del percorso e dei ristori. Come Csi, ai singoli comitati di zona predisponiamo la pubblicità, forniamo le medaglie di partecipazione a tutto il settore giovanile e garantiamo la presenza degli speaker, che orami da tanti anni sono Stefano Morselli e Gian Matteo Reverberi, due ragazzi veramente molto disponibili e preparati.
Io e mio marito Nino Teggi, con il nostro gruppo di volontari, amici e giudici, ci occupiamo poi di iscrizioni, segreteria, tempi, classiche, allestimento zona arrivo e di tutto ciò che può servire agli organizzatori locali che, non sempre abituati ad eventi sportivi, possono a volte dimenticare qualcosa, come le spille per i pettorali, le pile per microfono, un po’ di moneta per raccogliere le iscrizioni… insomma, anche piccole cose che alla fine fanno la differenza.
Quest’anno un grande grazie lo devo in particolare a Elena Gallinari, Stefano Argento, Silvano Benassi, Ugo Riccardi, Franco Bedogna, Barbara Azzolini, Giovanni Bigliardi che mi hanno seguito nell’organizzazione degli eventi».

Come sarà il prossimo Circuito podistico della montagna e quale sarà il prossimo appuntamento dell’atletica Csi in ordine cronologico?

«Come già detto, ora c’è l’impegno dei Nazionali su pista a Pescara, mentre il Circuito podistico dà ai partecipanti la possibilità di prendere parte ai Campionati nazionali su strada di Palmanova, che ci saranno in ottobre. In dicembre, invece, ci ritroveremo per progettare la nuova annata prima col calendario della campestre, poi con quello delle gare su pista e infine quelle su strada… e tutto ricomincia».

Lorenzo Chierici

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