Flanerie

Stampa articolo Stampa articolo

Sabato chiudo l’ambulatorio alle 13, lascio alcune consegne dei miei casi ai colleghi, i figli sono in vacanza… carico il mio cane Dox in auto e parto in solitaria per un weekend in montagna. Arrivati a destinazione ci incamminiamo subito per i boschi, senza meta, senza orario… il poeta simbolista Baudelaire la chiamava “flanerie”, indicando il bighellonare senza fretta, sperimentando e provando emozioni nell’osservare il paesaggio.
L’aria è fresca, il bosco invitante… azzardo: spengo anche il cellulare!
Con Dox ho lavorato molto sul richiamo, fin da quando era un cucciolo, e sulla socializzazione; ormai è un cane adulto, ha messo giudizio, posso lasciarlo libero di scorrazzare e di tuffarsi nel torrente a più riprese per rinfrescarsi… nonostante l’euforia non mi perde d’occhio. Dal canto mio mi godo il paesaggio: il bosco, i fiori, qualche ruminante al pascolo, e lascio vagare i pensieri nel silenzio delle Dolomiti del Brenta.

Andare in vacanza col proprio cane è ormai agevole: le strutture pet-friendly sono diffusissime. Qualunque sia la destinazione ci sono alcuni imperativi: microchip identificativo (obbligatorio per legge), vaccinazioni in regola, antiparassitari in corso, eventuale certificato di buona salute rilasciato dal veterinario la settimana prima della partenza. Meglio tenere una museruola in borsa, anche se il nostro cane è buonissimo: alcuni contesti la richiedono, come gli impianti di risalita, e sarebbe un peccato rinunciare per così poco!

Le cosiddette “bau.beach”, dove i cani possono tranquillamente fare vita da spiaggia, sono frutto di un’esigenza crescente. Al loro interno troviamo tutto il necessario: recinti nebulizzati e rinfrescati, ombra a volontà, area di sgambamento, ciotole di acqua fresca, sacchetti e annaffiatoi per le deiezioni (a carico del proprietario), docce, giochi, biscottini. Alcune spiagge hanno assistenza veterinaria, educatori cinofili, dog-sitter su richiesta.
Evitare però le ore più calde per scongiurare i colpi di calore (se succede raffreddare immediatamente il cane con acqua fredda). L’acqua salata irrita la pelle, quindi… la sera tutti sotto la doccia!

Se il viaggio è lungo e il nostro cane soffre il “mal d’auto” esistono prodotti contro la cinetosi.
Arrivando in un luogo di villeggiatura col proprio animale è utile individuare subito un ambulatorio veterinario e segnarci un numero di telefono: in caso di bisogno saremo preparati.
Organizziamo allora le valigie con tutto il necessario per una bella vacanza col nostro cane… certi che per lui i peli superflui e la prova costume non saranno un problema!

Per commentare la rubrica scrivi a valeria.manfredini@laliberta.info

Pubblicato in Articoli, L'arca di Noè Taggato con:

Lascia un commento