Nei disturbi alimentari incidono scelte abitudinarie ed emozioni

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Se io dovessi chiederti se mangi cibi a basso contenuto di grassi o alimenti a basso contenuto calorico, probabilmente diresti di sì. Se ti chiedo se lo fai spesso, probabilmente mi risponderesti ancora di sì. Ma se poi ti chiedessi se lo fai senza pensarci o se invece è necessario uno sforzo per non evitare di farlo, probabilmente mi diresti ancora di sì, se non ti sforzi non potresti. E se adesso dovessi chiederti se non ti fa sentire strano a dovere farlo, probabilmente saresti d’accordo.
Ricapitolando; nel guardare quanto si è d’accordo o in disaccordo con ciascuna di queste domande, si può definire se mangiare cibi a basso contenuto di grassi e di calorie è un’abitudine oppure no.
Il concetto che alcuni comportamenti o un insieme di comportamenti (cioè routine) possano essere abitudini è intrigante per gli scienziati di diverse discipline. Alcuni scienziati sociali hanno studiato i tipi di comportamento finalizzati ad avere un certo bilancio energetico (comportamenti come il mangiare o fare attività fisica). Hanno così scoperto che alcune routine sono più radicate di altre; quanto più abituale sia la routine, più diventa difficile cambiare il modello di comportarsi.

Continua a leggere tutto l’articolo di Umberto Nizzoli su La Libertà del 31 luglio

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