Il Cammino di Rolando

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Iscrizioni aperte al pellegrinaggio diocesano del 14-15 settembre

Da La Libertà del 3 luglio

Pellegrini per Cristo, in compagnia del Beato Rolando, alla ricerca di ciò che veramente conta nella vita e la rende lieta. È questo il senso del Cammino diocesano proposto ai giovani, studenti e universitari, e agli adulti, che vogliono accompagnarli, per affidare il nuovo anno di studio al materno amore della Vergine Maria e all’aiuto del Signore.
Due giorni, per vivere un’intensa esperienza di comunità, nell’amicizia gioiosa, nell’aiuto reciproco, nel canto, nel gioco, nella preghiera.

L’appuntamento è per sabato 14 e domenica 15 settembre 2019. Le iscrizioni: sono già aperte ed è bene non aspettare l’ultimo momento per segnalare la propria volontà di aderire, al fine di evitare problemi organizzativi. Partecipare è semplice, basta inviare una mail, con i propri dati, a pievesanvalentino@gmail.com

Per informazioni: 338.2024466. sul sito www.pievesanvalentino.it tutti i dettagli tecnici.

L’esperienza del pellegrinaggio è profondamente radicata nella visione umana e cristiana della vita. Tutti siamo pellegrini nel tempo, in cammino verso una meta che vorremmo fosse di bene, ma che non conosciamo. Chi partecipa al Cammino lo fa perché sostenuto, a volte inconsapevolmente, da un’attenzione tenera al fiorire della propria umanità, da un’insopprimibile desiderio di felicità, dalla ricerca di utilità per il proprio studio e lavoro quotidiani, dal chiarirsi della propria vocazione nel mondo. Insieme si cammina, volgendo lo sguardo, con l’aiuto degli amici, a Colui che, solo, può dare risposte vere alle attese del cuore. Così la vita può diventare bella, gioiosa, ricca di significato e di amore come è stata quella di Rolando, per il tempo in cui gli è stato dato di viverla.

Il programma
Il Cammino di Rolando, pellegrinaggio diocesano, avrà inizio alle ore 7.30 di sabato 14 settembre dalla Pieve di San Valentino (via Rontano 7, Castellarano, Reggio Emilia). Qui vi sarà la preghiera per ottenere l’intercessione del seminarista martire, la benedizione e la distribuzione ai partecipanti di un santino con una piccola reliquia del Beato, per accompagnare l’anno di studio. Poi si partirà a piedi per raggiungere, lungo i più bei sentieri matildici dell’Appennino reggiano, prima Viano, per il pranzo al sacco, e poi San Giovanni di Querciola, per la cena e il pernottamento in tenda. Domenica 15 settembre, alle ore 7 dopo la colazione, si proseguirà il Cammino per raggiungere la Pieve di Santa Maria Assunta a Marola (via del Seminario 12, Carpineti, Reggio Emilia). Il nostro Vescovo, monsignor Massimo Camisasca, guiderà personalmente l’ultima parte del pellegrinaggio diocesano, e, all’arrivo, entrerà con i pellegrini nella Pieve di Santa Maria, dove celebrerà la Messa festiva, alle ore 12.30. Seguiranno il pranzo, presso il Centro diocesano di spiritualità “Seminario di Marola”, i canti insieme e il saluto del Vescovo.

Quota di partecipazione
La quota di partecipazione al Cammino di Rolando è, per ogni iscritto, di 25 euro (20 euro per chi ha meno di 15 anni). La quota, che comprende la cena di sabato, la colazione e il pranzo di domenica, oltre a quanto fornito ai partecipanti nei punti di ristoro lungo il percorso e il trasporto di tende e zaini, verrà versata al momento del ritrovo, sabato mattina a San Valentino. Il pranzo di sabato è invece al sacco e deve essere portato dai pellegrini.
È possibile partecipare anche solo al secondo giorno del Cammino e al pranzo della domenica (versando la quota di euro 20 alla partenza da San Giovanni di Querciola); oppure sostenere l’esperienza del Cammino, partecipando all’accoglienza dei pellegrini a Marola, alla santa Messa e al pranzo presso il Centro diocesano di spiritualità, versando una quota di euro 20 a persona al termine del pranzo.
In tutti i casi è necessario iscriversi al più presto inviando una mail a pievesanvalentino@gmail.com indicando i propri dati e la modalità di partecipazione: tutto il Cammino; solo il secondo giorno di Cammino; solo l’accoglienza dei pellegrini e il pranzo finale.

Il percorso e l’equipaggiamento
La bellezza dei luoghi attraverso cui si svolge il Cammino sorprenderà spesso i pellegrini, come nel tratto suggestivo che va dal Lago dei Pini al Mulino del Tasso, oppure lungo la Faggiola, con una visuale panoramica su tutto l’arco dell’Appennino emiliano, dalla provincia di Parma a quella di Bologna, o ancora l’antico oratorio di San Giacomo, tra il verde dei castagni al margine di un dirupo. Il Cammino di Rolando ha una lunghezza complessiva di 32 chilometri, immersi nella natura, lungo gli antichi sentieri matildici. Non vi sono difficoltà particolari da superare, ma è bene che i partecipanti abbiano una certa abitudine alle camminate, o un discreto allenamento sportivo. L’equipaggiamento necessario è semplice: zaino, borraccia, scarpe adatte per escursioni, giubbotto impermeabile, tipo k way, mantella, berretto, sacco a pelo e quanto occorrente per il pernottamento in tenda (nella notte tra sabato e domenica). Le tende devono essere fornite alla partenza dai partecipanti, ma, per rendere più agevole il percorso, verranno trasportate alle diverse mete da un furgone, insieme agli zaini. L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, dal Comitato Amici di Rolando Rivi e dagli Escursionisti del Gers.

Sulle orme di Rolando
Nella tradizione cristiana muoversi da pellegrini significa andare verso un luogo in cui sono custodite le reliquie di un martire. Così avviene ad esempio nel cammino verso Santiago de Compostela. In questi luoghi, nella testimonianza di chi ha donato tutto se stesso a Gesù, brilla la santità e il Signore manifesta in modo speciale la sua grazia.
Il Cammino di Rolando ha come meta la chiesa di Santa Maria a Marola dove è custodita la maglia del martirio del Beato Rolando.
La preziosa reliquia si trova nella navata laterale di destra, a fianco del tabernacolo. Sulla stessa parete di pietra, sopra alla reliquia, vi è un trittico in legno dorato con al centro le immagini della Vergine Maria e del Bambino Gesù che, in gesto di tenero affetto, accosta il proprio volto a quello della madre. È il piccolo “altare” che si trovava nella camerata Immacolata Concezione del Seminario di Marola, di cui faceva parte anche il seminarista martire.

La maglia del martirio
Quando il 13 aprile 1945 i partigiani comunisti che lo avevano sequestrato decisero di uccidere Rolando, lo spogliarono a forza della veste talare da seminarista, che il ragazzo tanto amava come segno della sua appartenenza al Signore e alla sua Chiesa. Sotto la veste talare Rolando indossava, insieme ai pantaloncini corti, la maglia di lana che gli aveva fatto a mano la mamma Albertina.
Così vestito, il ragazzo fu trascinato in un bosco, vicino al casolare dove era stato tenuto prigioniero, e ucciso, in odio alla sua fede cristiana, con due colpi di pistola: uno alla tempia e uno al cuore. La maglia di lana fu bagnata dal sangue versato per Gesù, il sangue stesso di Cristo che, attraverso i martiri, continua a essere versato nella storia.
Da quel sangue sbocciano continuamente grazie, come quando, il 15 aprile dello scorso anno, la figlia del partigiano che alzò la mano armata contro il giovane seminarista si è recata alla Pieve di San Valentino a chiedere perdono per la violenza che, nel furore della guerra, travolse Rolando.

La «stella polare» che guida il Cammino
Lungo tutto il percorso guiderà il Cammino una croce di legno portata a turno dai partecipanti. È il segno di quell’appartenenza al Signore che rende grande e bella la vita come ci ha insegnato Rolando, con la sua esistenza e con le sue parole: “Io sono di Gesù”.
La croce sarà, come ha ricordato Benedetto XVI a Santiago de Compostela, la “stella polare” dei pellegrini: “Questa croce, segno supremo dell’amore portato fino all’estremo, e perciò dono e perdono allo stesso tempo, dev’essere la nostra stella polare nella notte del tempo. Croce e amore, croce e luce sono stati sinonimi nella nostra storia, perché Cristo si lasciò inchiodare in essa per darci la suprema testimonianza del suo amore, per invitarci al perdono e alla riconciliazione, per insegnarci a vincere il male con il bene. Non smettete di imparare le lezioni di questo Cristo dei crocicchi dei cammini e della vita, in lui ci viene incontro Dio come amico, padre e guida. O Croce benedetta, brilla sempre nelle terre dell’Europa!” (Benedetto XVI, Viaggio apostolico a Santiago de Compostela, 6 novembre 2010).

Emilio Bonicelli

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana

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