Unindustria guida la prima delegazione italiana di cinque aziende reggiane in Armenia

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Missione a Yerevan, dopo il primo Business Forum Italia-Armenia, in arrivo le prime commesse

Dopo il successo per il primo Business Forum Italia-Armenia dello scorso giugno, organizzato di ICE e Ance, che aveva visto la partecipazione anche del Primo Ministro Nikol Pashinyan e del Ministro dell’Economia Tigran Khachatryan, Unindustria Reggio Emilia ha accompagnato nei giorni scorsi la prima missione di imprese italiane nella capitale Yerevan.

Le imprese reggiane partecipanti hanno effettuato circa 50 incontri commerciali, atti a sviluppare il proprio business e nuove collaborazioni ed alcune di loro hanno già ricevuto commesse al loro rientro.

Alla missione in terra armena, organizzata con la consulenza di Alenoush Sahakian (Sahaka Mktg & Communication Consultancy) e accompagnata da Silvia Margaria dell’Area Internazionalizzazione di Unindustria Reggio Emilia, hanno partecipato: Andrea Gazza (Industrie Montali – Montecchio), Gianluca Maselli (Giuliano Industrial – Correggio), Elena Svet (Mazzoni – Cavriago), Elena Munari (I.E. Park – Gattatico) e Stefano Curini (Rovatti & Figli Pompe – Fabbrico).

La delegazione è stata accolta anche dall’Ambasciatore Vincenzo Del Monaco e sta ricevendo supporto nel follow-up degli incontri da Annarosa Colangelo, vice capo Missione dell’Ambasciata.

E’ stato effettuato inoltre un incontro anche con Eduard Kirakosyan, executive director Union of Manifacturers and Businessmen of Armenia, con il quale è stato rinnovato il Memorandum d’Intesa siglato con Confindustria Emilia- Romagna del 2016.

“L’Armenia, a dispetto delle sue dimensioni può essere considerata, a pieno titolo, una nazione globale grazie ad una numerosissima ed influente comunità di espatriati ed è stata definita “Paese dell’anno” dalla rivista The Economist quale destinazione di investimenti esteri. I dati mostrano che le esportazioni italiane verso l’Armenia sono in costante aumento e che cresce progressivamente la domanda di beni italiani, soprattutto nei settori tradizionali (moda, agroalimentare, beni di lusso e meccanica). Da non sottovalutare inoltre anche le opportunità offerte in comparti all’avanguardia (energie rinnovabili, biomedicale, IT e rifiuti), dove le nostre imprese vantano un alto grado di specializzazione. Un altro fattore chiave è il fatto che sono poche le aziende straniere che operano nel paese e il mercato risulta quindi caratterizzato da scarsa concorrenza” – spiega Fausto Mazzali, Vicepresidente Unindustria Reggio Emilia delegato all’Internazionalizzazione.

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