La festa del Perdono di Assisi nel Santuario di San Valentino

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Appuntamento venerdì 2 agosto a partire dalle ore 17

Il Signore continuamente ci offre, con immutata bontà, il perdono. Così “ci ricolloca nella pace con Lui e con noi stessi”, infondendoci, come ha detto san Giovanni Paolo II, “una nuova gioia di vivere” (Discorso al popolo di Assisi il 12 marzo 1982). L’esperienza di questa gioia, che nasce dalla certezza di essere salvati, si rinnoverà, in modo speciale, per tutta la Chiesa il 2 agosto prossimo, in occasione della festa che va sotto il nome di Perdono di Assisi. Si tratta dell’Indulgenza plenaria annunciata da san Francesco ai suoi concittadini con queste parole: “Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso”.

Quest’anno il Perdono di Assisi verrà celebrato anche nell’antica Pieve di San Valentino (in via Rontano 7 a Castellarano), parrocchia dei Santi Valentino ed Eleucadio Martiri e Santuario diocesano del Beato Rolando Rivi Martire.
L’appuntamento per tutti è venerdì 2 agosto alle ore 17 per le confessioni, cui seguirà alle ore 18.30 la santa Messa, con al termine le preghiere per ottenere l’indulgenza: il Credo, per confermare la nostra identità cristiana; il Padre nostro, per riconoscere la nostra dignità di figli di Dio; le preghiere secondo le intenzioni di Papa Francesco, per affermare la nostra appartenenza alla Chiesa.

Per ottenere l’indulgenza, oltre al sacramento della Riconciliazione, la partecipazione alla Messa con la Comunione eucaristica e le preghiere indicate, si richiede una disposizione d’animo che escluda “ogni affetto al peccato anche veniale”. Questo dono di misericordia è dunque un invito alla conversione del cuore, al cambiamento della vita, nella gioia della piena familiarità col Cristo Redentore.

La speciale indulgenza plenaria, dal giorno del Battesimo, fu chiesta e ottenuta da san Francesco nell’anno 1216. Al Santo Poverello, che intensamente pregava nella chiesetta della Porziuncola, apparvero, in una luce sfolgorante e in un coro di angeli, il Cristo Risorto e, alla sua destra, la Vergine Maria.

Il Signore chiese a Francesco quale dono desiderasse e il Santo rispose: “Benché io sia misero peccatore, ti prego che, a quanti pentiti e confessati verranno a visitare questa chiesa, tu conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi – rispose Gesù – è grande, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

San Francesco si recò subito da Papa Onorio III, in quei giorni in visita a Perugia, raccontò quanto accaduto e ottenne una risposta generosa. Era il 2 agosto dell’anno 1216. Da allora la festa del Perdono di Assisi si è sempre rinnovata ed estesa.

Oggi l’indulgenza può essere ottenuta ogni giorno visitando la piccola chiesa della Porziuncola ad Assisi e, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto, visitando una chiesa francescana, una chiesa parrocchiale o una chiesa che ne abbia l’indulto e compiendo le pratiche prescritte.

L’indulgenza plenaria, che cancella tutte le conseguenze delle nostre fragilità, dei nostri errori, dei nostri peccati, è una grazia da non perdere. Attraverso di essa la misericordia del Signore bussa ai nostri cuori per spalancarli alla possibilità di una vita nuova, nella fedeltà alla compagnia della Chiesa.
“Se uno è in Cristo – scrive san Paolo nella seconda lettera ai Corinzi – è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione” (2Cor 5, 17-18).

Emilio Bonicelli

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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