Le vacanze estive

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Mentre la canicola si fa sentire, aggravando la sensazione di stanchezza accumulata nei mesi di lavoro ormai alle spalle, le ferie estive tanto agognate appaiono un traguardo sempre più vicino.
Un week end, una settimana, forse dieci giorni e perché non quindici. E così comincia il solito mantra, che si ripete ogni anno nella medesima formula: “Quando partiamo? Dove andiamo? Dai, pensiamoci e decidiamo!”. Il pensiero, il sogno, volge subito alle mete esotiche più fantasiose, ai viaggi rimasti in sospeso nell’immaginario di anni e anni, alle vacanze studio nemmeno più possibili per raggiunti limiti di età…e tutto si confonde in quello che vorremmo e quello che realmente possiamo fare.

Agende alla mano e occhi puntati su computer e motori di ricerca, comincia il risiko: incastrare perfettamente giornate di partenza e rientro, orari di voli e treni, disponibilità di hotel e case vacanze. Mari nostrani, mari tropicali, lunghe spiagge di sabbia corallina, calette da esplorare alla Robinson Crusoe. Le possibilità appaiono infinite e l’esame delle variabili, positive e negative, richiede alcuni giorni di attenta valutazione… per arrivare poi a pronunciare la frase che rischia di far traballare anche le certezze più assolute: “Ma siamo sicuri di voler andare al mare? C’è tanto caldo, tanta confusione… E se quest’anno andassimo in montagna?”.
E via, la ricerca ricomincia. Ore e ore di consultazione per trovare chalet irraggiungibili, se non con l’ausilio del fiuto degli orsi che popolano i perenni boschi alpini. Beati loro!

Continua a leggere tutto l’articolo di Valeria Braglia nella rubrica Mirabilia su La Libertà del 10 luglio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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