Ruy Barbosa, ancora un viaggio: assieme il grazie per la Missione

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Comunione con la Chiesa brasiliana prima di avviare la nuova presenza in Amazzonia. Don Adani: un’esperienza che ci provoca a guardare il nostro reale rapporto con Cristo

Pubblichiamo in queste pagine (8 e 9) il resoconto del viaggio in Bahia, Brasile, compiuto in giugno dal direttore del Centro Missionario don Pietro Adani. A pagina 10 un articolo di don Luca Grassi, rientrato in diocesi.

I giorni prima di un viaggio sono sempre intensi, ricchi di consegne da prendere e alcuni progetti da affidare perché continuino i progetti avviati. Diventa sempre più evidente per me che tutto ciò che si è condiviso va avanti nel suo cammino anche se si è distanti. A volte potrebbe sembrare tempo perso quello investito nella pazienza dell’ascolto e del confronto, ma proprio in queste situazioni capisco che il tempo della condivisione e della concordia è il tempo meglio impiegato che porta frutto.
Questo viaggio si presenta non facile: saper far vivere una reale e vera vicinanza alla Chiesa di Ruy Barbosa nella consapevolezza che spostare in altra parte della terra brasiliana due sacerdoti per loro non sarà un passaggio facile.

All’arrivo a Salvador di Bahia ci aspetta la nostra carissima Antonina: gli anni li mostra solo il corpo; la passione per la sua vita di laica missionaria si vede subito alle prime domande durante il viaggio. Mentre ci porta nella sua casa i suoi occhi sono già luminosi e sempre ricchi di gratitudine, mentre racconta a me e a Stefano Davoli alcuni dei suoi ricordi. La sua vita è spesa in particolare verso le donne: dare a loro dignità insegnando un mestiere che potesse offrire alle donne, attraverso le loro abilità, la possibilità di costruirsi un futuro per loro e per le loro famiglie. La sua casa è la prima tappa per tutti i missionari reggiani e per coloro che li vanno a trovare. Antonina non solo ti accoglie con tutte le attenzioni e premure ma ti introduce a leggere la realtà di questo paese, almeno in questa parte di questa zona di questo grande paese. Sono gli occhiali giusti per leggere e ascoltare questo popolo, gli occhiali di chi ha dato la vita amandolo con tutte le sue contrattazioni e le sue bellezze.

Il giorno dopo siamo già in viaggio verso Ipirá con don Gabriele Burani, missionario da ormai 5 anni in questa parrocchia di circa 60.000 persone con novanta comunità cristiane in un territorio appena più grande della nostra diocesi. Con lui è presente da alcuni anni don Roque, giovane sacerdote, da pochi mesi diventato suo successore alla guida di questa grande comunità cristiana.

Appena arrivati andiamo a trovare i due progetti intitolati “Dançar a vida”, dove il mio amico Stefano, che mi accompagna, intrattiene i bambini – tra mattino e pomeriggio sono circa 120 – con un divertentissimo spettacolo clown, conquistando questo piccolo e divertito pubblico che, pieno di simpatica riconoscenza, gli fa festa come i piccoli del Vangelo.

Desidero ringraziarlo per la sua gratuita presenza e con lui sua moglie Anna e le sue bimbe, che mi hanno fatto questo bel regalo, permettendogli di accompagnarmi in questo viaggio dopo quello vissuto insieme alla delegazione in Madagascar nello scorso anno. Scelta non così scontata, che rivela la passione per la condivisone e l’annuncio del Vangelo ciascuno portando il proprio dono.
Verso le 18 accompagniamo don Gabriele nel bairro “Vila Jesus”, dove sta nascendo una nuova comunità cristiana.

Sembra di entrare nel libro degli Atti degli apostoli. Una famiglia apre la propria casa per trovarsi insieme: siamo circa 25/30 persone, siamo stretti e seduti in terra sugli stuoini, si sente tutto il profumo degli inizi nel calore dell’accoglienza e nella gioia di essere insieme ad ascoltare e la parola del Signore per crescere nell’amore vicendevole. Ci sono persone di tutte le età. È una serata particolare: scopro dopo poco la commozione sugli occhi di alcune persone. Sono occhi lucidi pieni di gratitudine per don Gabriele che li ha accompagnati in questa fase inziale della loro piccola comunità. Hanno preparato foto per ricordare tutti i primi passi mossi insieme al don della loro nuova famiglia cristiana, piccola chiesa tra le case.

Leggi il testo integrale dell’articolo di don Pietro Adani su La Libertà del 19 giugno

 

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