L’ecologia? Dal volto umano o non è

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Una sinossi della «Laudato si’» con monsignor Monari

Garanzia Monari. Sebbene l’argomento assegnato – “Il cristiano davanti al creato sulle orme dell’Enciclica «Laudato si’»” – non sia dei più leggeri e neppure dei più semplici, il vescovo emerito di Brescia non si smentisce: chiaro, didattico ma coinvolgente, con la sua esposizione calda anche più della temperatura del teatro di Sant’Agostino, nella serata d’apertura del 35° Festincontro.

“Se teniamo conto della complessità della crisi ecologica e delle sue molteplici cause, dovremmo riconoscere che le soluzioni non possono venire da un unico modo di interpretare e trasformare la realtà. È necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla vita interiore e alla spiritualità”: si allaccia a uno dei punti sorprendenti del documento sociale di Papa Francesco (il numero 63 per i detentori del testo), don Luciano, per andare subito al cuore del problema ecologico, che non è tecnico ma di “antropologia integrale”. Perché se non siamo sensibili, nella realtà quotidiana, a riconoscere l’importanza di un povero, di un embrione umano o di una persona con disabilità (esempi parafrasati dal numero 117 della Laudato si’), difficilmente sapremo raccogliere il grido della natura violentata.

Questo è uno dei cardini del pensiero di Francesco: tutto è in relazione. Di conseguenza la giustificazione dell’aborto non è compatibile con la difesa dell’ambiente.
È probabile che su questo aspetto il grande movimento mondiale generato da Greta Thunberg glissi volentieri; in ogni caso nella sua puntuale sinossi dell’Enciclica monsignor Monari non tace la contraddizione.

Continua a leggere l’articolo di Edoardo Tincani nell’inserto “L’Uomo e la Chiesa” su La Libertà del 19 giugno

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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