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Parla monsignor Pierre Nguyên Van Tot, nunzio apostolico in Sri Lanka

Il giorno di Pasqua a Colombo, capitale dello Sri Lanka, un gruppo di terroristi si è fatto esplodere in tre chiese e in tre alberghi della città causando 257 morti (42 stranieri e 45 bambini) e oltre 500 feriti. Si è trattato di uno degli attentati kamikaze più efferati tra quelli attribuiti allo Stato Islamico: i terroristi hanno scelto le Messe del giorno di Pasqua (il 21 aprile) per uccidere il maggior numero di persone.
A seguito degli attentati il Paese ha vissuto alcune settimane di paura e massima allerta.
Le scuole sono rimaste chiuse, i cristiani non si sentivano protetti dalle forze dell’ordine e i musulmani temevano rappresaglie.
La celebrazione delle Messe nelle chiese è ripresa solo il 9 maggio. Per due domeniche (il 28 aprile e il 5 maggio), i cattolici dello Sri Lanka hanno pregato in diretta televisiva non potendo recarsi in chiesa.

Oggi, a due mesi dagli attacchi, molte comunità della capitale hanno istituito un servizio di sorveglianza autogestito davanti alle chiese che sono ancora considerate un obiettivo sensibile.
“Il governo – commenta monsignor Pierre Nguyên Van Tot, nunzio apostolico in Sri Lanka dal 2014 – doveva e poteva fare di più; si sapeva che le comunità cristiane stavano correndo rischi. Non siamo stati adeguatamente protetti. Intere famiglie sono state colpite”, commenta l’arcivescovo che risiede a Colombo e da subito si è impegnato per portare conforto e aiuto ai parenti delle vittime.

Incontro monsignor Van Tot a Correggio dove il diplomatico vaticano ha trascorso alcuni giorni di riposo a inizio giugno a casa della sorella Maria.
Su una popolazione di circa 22 milioni, lo Sri Lanka è in maggioranza buddista e di etnia cingalese (il 75%); viene poi l’etnia Tamil (18%, in maggioranza indù). I cattolici sono circa il 6,8% della popolazione e appartengono a diversi gruppi etnici. Vi è anche una consistente comunità musulmana (il 9%) che in passato si è scontrata con gruppi fondamentalisti buddisti, i quali hanno talvolta preso di mira anche i cristiani.
Con le stragi di Pasqua il paese è ripiombato nel terrore. Tra il 1983 e il 2009 lo Sri Lanka è stato straziato dalla guerra etnica civile che ha visto contrapposte le forze governative al gruppo separatista delle “Tigri per la liberazione del Tamil”.

Continua a leggere tutto l’articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 19 giugno

Monsignor Pierre Nguyên Van Tot (foto di Enos Guidetti)

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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