Dal Madagascar il rosario missionario

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In questo articolo don Simone Franceschini, fidei donum in Madagascar, spiega come sono nati i rosari realizzati in missione con i semi di una pinata locale; i dettagli in legno sono opera degli artigiani dell’altopiano. Un gruppo di donne ha completato l’opera legando i semi e attraverso questo lavoro ha la possibilità di mantenere i figli e di contrastare l’indigenza. Acquistando questo rosario (rivolgersi al Centro Missionario) si contribuisce a sostenere la missione diocesana e a portare aiuto ai produttori.

Quando nel giugno 2018 abbiamo lasciato la casa di Ambositra nella quale abbiamo trascorso i primi 6 mesi della nostra permanenza in Madagascar per studiare la lingua, la casa volontari di Ambositra rimaneva chiusa. Questo fatto però comportava altre conseguenze, tra le quali il licenziamento della signora che faceva le pulizie nella casa. Dispiaciuto per lei, avrei voluto trovare una soluzione che potesse aiutarla a mantenere la sua famiglia tutta sulle sue spalle, per l’abbandono del nucleo familiare da parte del marito. Nel frattempo il vescovo Massimo ci aveva chiesto rosari da donare nelle sue visite pastorali.

Da qui l’idea di fare realizzare a Nadine (così si chiama la signora in questione) i rosari con materiali del Madagascar. Ambositra è zona di artigianato del legno e si può fare realizzare dei bellissimi crocefissi e altri oggetti in legno di foresta. A qualche ora di distanza si trova un’altra cittadina, Ranomafana, località famosa per le sue acque termali, la foresta che costituisce uno dei parchi nazionali dell’isola e l’artigianato con i semi di una pinata locale. Sono proprio questi semi che potevano essere utilizzati come grani del rosario.

Continua a leggere tutto l’articolo di Simone Franceschini su La Libertà del 12 giugno

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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