Gli atti dei convegni di Marola (2016-18) riuniti in un volume

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L’Abbazia matildica di Marola, a fianco del Monte Borello (810 metri sul livello del mare), presenta una sua suggestiva ambientazione territoriale limitata, verso sud, dalla catena montuosa dal Fosola al Valestra, al centro della quale emerge il Castello delle Carpinete. Gli spazi abitativi dell’Abbazia, di cui restano ancora oggi la chiesa matildica degli anni 1106-1110 e i reperti murari del primo eremitaggio e hospitale, hanno visto succedersi nel tempo, dopo la presenza dell’eremita Giovanni da Marola, i monaci benedettini con un proprio abate mitrato, fino alla metà del secolo XV e, in seguito, una serie di abati commendatari per più di due secoli, infine l’inizio del seminario vescovile nel 1824, con un rettore, un corpo di insegnanti e i seminaristi, fino al 1973. Da quest’ultimo momento gli ambienti del seminario iniziano una loro funzione rinnovata per convegni, assemblee, giornate di studio e aggiornamento, esercizi spirituali. Oggi l’ex seminario ospita, con tutte le attività connesse, il Centro di Spiritualità e Cultura e il Centro Diocesano di Studi Storici, costituito quest’ultimo dal vescovo Caprioli, per il progetto e l’attuazione della Storia della Diocesi.

“Dal 2016 – scrivono don Umberto Iotti e monsignro Giovanni Costi – è iniziata un’opera di valorizzazione del Centro matildico di Marola attraverso una serie annuale di Convegni dell’Abbazia. Relatori qualificati hanno presentato una serie di tematiche significative sull’epoca matildica e sulle località strategiche del territorio. Marola è risultata un passaggio strategico per i valori storici interpretati e centro di comunicazione sull’asse della grande via matildica che va da Mantova a Lucca-Pisa”.

Leggi il testo integrale dell’articolo su La Libertà del 5 giugno

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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