Chiamati a servire in questo tempo

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Il Vescovo all’Ordinazione diaconale di Tommaso, Matteo e Alessandro

Nella celebrazione eucaristica di sabato 25 maggio in Ghiara i seminaristi Tommaso Catellani, Matteo Tolomelli e Alessandro Zaniboni hanno ricevuto l’Ordinazione diaconale per l’imposizione delle mani e la preghiera del Vescovo. Monsignor Camisasca rientrava per l’occasione dopo una settimana di convalescenza seguita all’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto la sera del 14 maggio; è apparso in discreta forma. Pubblichiamo integralmente la sua omelia. Qui tutte le foto di Giuseppe Codazzi; sul canale YouTube La Libertà Tv si può (ri)vedere la registrazione della Messa con le immagini e il commento del Centro diocesano Comunicazioni sociali. Chi lo desidera può chiedere il dvd scrivendo alla redazione.

Cari fratelli e sorelle,
il mio saluto affettuoso va a tutti voi, e in modo particolare a Tommaso, Matteo e Alessandro, i tre candidati che riceveranno tra poco l’ordine del diaconato. Attraverso l’imposizione delle mie mani e la “Preghiera Consacratoria” essi saranno immessi in modo ancor più profondo, per un nuovo dono dello Spirito, nella realtà della Chiesa, che sono chiamati a servire d’ora in poi con tutte le energie del loro cuore e della loro mente. Il mio saluto si dilata poi ai loro genitori, parenti e amici, qui presenti in numero così rilevante; ai superiori del seminario, in particolare al Rettore don Alessandro Ravazzini; agli insegnanti dello Studio Teologico; ai padri spirituali; ai parroci delle loro parrocchie di provenienza; ai responsabili del movimento “Familiaris Consortio” e della “Comunità Sacerdotale” di cui fanno parte due tra i seminaristi che verranno ordinati.

Tutta la nostra Chiesa esulta e gioisce. Non è piccolo il dono di tre nuovi diaconi, ordinati verso il sacerdozio. Dobbiamo imparare a godere delle grazie che Dio ci manda, anche se esse possono sembrarci di gran lunga insufficienti rispetto alle necessità che umanamente possiamo avvertire.
Come sempre, desidero trarre dalle letture della liturgia del giorno le riflessioni, le speranze e le domande che presento a voi, cari fratelli e figli, Tommaso, Matteo e Alessandro; ma anche a tutti voi, fedeli qui presenti. La Parola di Dio è così profonda da attraversare ogni momento della nostra vita, ogni livello del nostro essere, ogni attimo della storia dell’uomo. Essa sempre illumina la fede e alimenta la speranza.

La prima lettura che abbiamo ascoltato, tratta dagli Atti degli Apostoli (At 15,1-2.22-29), si riferisce a un evento dell’anno 48, circa quindici anni dopo l’Ascensione di Gesù al Cielo. Un fatto causato da forti tensioni interne alla Chiesa, che hanno riguardato anche il Collegio Apostolico. Prima di commentare gli aspetti particolari di questo quindicesimo capitolo degli Atti, voglio ricordare a voi tre, carissimi candidati, che forse avete l’impressione, nella vostra giovinezza, di partecipare a un momento di particolare difficoltà della storia del mondo e della vita della Chiesa: non dobbiamo lasciarci travolgere dalle prove del nostro tempo, ma dobbiamo piuttosto prepararci. Prepararci con la preghiera, lo studio e l’approfondimento della fede, ad attraversare in modo fecondo e creativo le circostanze attraverso cui Dio ci fa passare e che ci chiama a vivere. Non esistono periodi della storia migliori di altri. Ogni tempo è abitato dallo Spirito, che dà vita alla Chiesa. E il Signore, chiamandoci a vivere il nostro ministero in questo tempo, chiede alla nostra libertà di contribuire alla sua opera nel mondo, incontrando gli uomini e le donne cui siamo mandati.

Continua a leggere il testo integrale dell’omelia del vescovo Camisasca su La Libertà del 29 maggio

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