Sant’Agostino, «Cristiani 2.0»

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Da La Libertà del 22 maggio

In questa società “scristianizzata” si è interrotto il modello secondo il quale la Chiesa è il centro del quartiere. Ne consegue una sorta di disorientamento che genera fragilità tra le persone alla ricerca di senso e spiritualità. Il cristiano allora può forse recuperare il suo ruolo di straniero tra gli stessi quartieri della città in una condizione a lui propria di minoranza e di persona come chiunque altro. La sua appartenenza ad un luogo preciso (parrocchia) non lo contraddistingue più in uno spazio speciale, autoreferenziale, tipico cristiano, dove altri si sentono esclusi. Tutto ciò può aprire ad uno straordinario tempo di grazia nel quale la secolarizzazione ci indica nuove strade. è possibile immaginare che questa secolarizzazione possa essere congegnale al Vangelo?

La comunità di Sant’Agostino apre le porte, interessata a nuove forme di evangelizzazione capaci di ispirare un volto nuovo di città, intendendo promuovere un dialogo con chi abita questi luoghi e al di là dei suoi abituali frequentatori. Orientati dalla gioia del Vangelo e dal dono della esperienza pastorale di papa Francesco, illustrata in Evangelii Gaudium, intendiamo entrare dentro a questo “bisogno generoso e quasi impaziente di rinnovamento, di emendamento cioè dei difetti, quasi un esame interiore allo specchio del modello che Cristo di sé ci lasciò” (san Paolo VI).

Ci aiuterà nella prima serata (Verso le periferie esistenziali, lunedì 27 maggio – ore 20.45) Giovanna Bondavalli che incarna nuove progettualità fondate sulla Sacra Scrittura e vissute nella prossimità. Nella seconda serata (Ritorno al futuro, martedì 4 giugno – ore 20.45) verrà coinvolto Andrea Grillo, non tanto per la sua docenza a Sant’Anselmo (Roma) e Santa Giustina (Padova) ma in quanto conoscitore di numerose realtà diocesane in movimento sulle orme di Evangelii Gaudium. Per questa sua esperienza, Grillo sarà in grado di indicarci percorsi sinodali già avviati in varie realtà ecclesiali. Siamo chiamati tutti a mantenere la nostra fede incarnata dentro un contesto urbano in profonda trasformazione.
“Un po’ come una bicicletta che non sta su senza girare, una bicicletta che resta abbandonata contro un muro finché qualcuno non la inforca per farla correre veloce sulla strada” (Madeleine Delbrêl)

Il terzo appuntamento – “Bike Party” – è invece rivolto alla comunità in movimento, e si estende a tutto il centro storico della città: il ritrovo in bicicletta è previsto per sabato 8 giugno alle ore 17 con partenza presso Parco Cervi, Reggio Emilia. Promuovere con il quartiere Bike Party, una festa in bici, è segno di una comunità che si dilata nelle strade della città, progettando qualcosa insieme, ossia tentando di riscrivere la grammatica della relazione con gli altri.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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