Il Vangelo «infilato» in una locanda

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All’unità pastorale Casa di Nazareth i ragazzi offrono un musical

Ragazzi, mettetevi nei loro panni! In quelli del giovane ricco, dell’adultera, di uno straniero che da tempo lavora in un paese ma per tutti è ancora un “diverso”, nei panni dei discepoli che hanno visto Gesù dopo la sua Resurrezione, ma anche in quelli che non l’hanno visto e, arrabbiati, non lo credono Risorto. Mettetevi nei panni di Barabba, che per tenere alto il suo buon nome è piuttosto impegnato ad ingannare gli altri, o di un levita poco coerente.
E, infine, anche in quelli di un oste che deve mettere tutti questi personaggi nella sua Locanda e tenerli a bada.

È stato proprio questo che abbiamo chiesto a ragazzi e ragazzini dai 10 ai 12 anni delle comunità di San Giuseppe Sposo di Maria e Immacolata Concezione, unità pastorale Casa di Nazareth a Reggio Emilia.
“Ok, ci stiamo”, hanno detto generosamente.
Fabio Baggio, sacerdote e autore de “La Locanda di Emmaus”, ha pensato un musical che mette in relazione questi personaggi, apparsi in momenti diversi nei Vangeli, consentendo agli interpreti e al pubblico di leggere in una chiave diversa l’accettazione del diverso e dello straniero, la bellezza della misericordia, la gioia della fede in Cristo Risorto.

Nelle comunità dell’unità pastorale è ben vivo il ricordo di esperienze analoghe con “Giona, tutte le strade portano a Ninive” di don Vittorio Chiari, poi “Fratello Francesco”, e ancora “Erano poveri uomini come me, come te”, una rappresentazione sulla vita degli Apostoli su di un testo felicemente elaborato da un educatore; divertono chi assiste ma soprattutto restano come un “segnalibro” principale ed un forte trait d’union in chi le ha vissute in prima persona.

Leggi tutto l’articolo di Emiliano Davolio su La Libertà del 22 maggio

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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