UniMoRe 2020, anche Confedilizia sostiene il progetto

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 La previsione è che nei pressi della nuova sede universitaria si sviluppino attività commerciali in grado di servire le circa 2 mila persone accolte nella struttura.

Anche Confedilizia sostiene il progetto della nuova sede universitaria di Reggio Emilia. L’associazione della Proprietà edilizia della provincia di Reggio Emilia sta diffondendo l’invito a partecipare a tutti i propri associati, oltre 1.500.

«Abbiamo deciso di sostenere l’importantissima iniziativa Reggio Città Universitaria lanciata dal vescovo Massimo Camisasca – dichiara Annamaria Terenziani, Presidente di Confedilizia Reggio Emilia –, perché lo consideriamo un contributo concreto per la nostra città, per i nostri giovani, per i nostri figli. Confido che ciascun associato faccia la propria parte». In questi giorni, il logo di Confedilizia è apparso tra i nomi delle altre imprese sostenitrici del progetto, su viale Timavo 43.

«Quando un territorio esprime un progetto valido e così ambizioso è indispensabile che il sostegno provenga da tutti», afferma il Presidente del Comitato Reggio Città Universitaria, Mauro Severi. «Sono molto soddisfatto della risposta giunta fino ad oggi dal territorio. Ora ci serve un ultimo sforzo e poi potremo dedicare tutte le nostre energie a sostenere l’Ente Seminario nei lavori di ristrutturazione. È fondamentale il rispetto dei tempi che prevedono l’inizio delle lezioni nell’autunno 2020».

Con questi tempi da record i benefici ricadranno immediatamente sul centro storico di Reggio. Come aggiunge Severi, «fin dal principio la scelta fatta infatti non prevede l’apertura di attività commerciali all’interno del complesso, che sarà invece interamente dedicato ad aule, uffici e studentato. Tuttavia, è prevedibile che nei pressi della nuova sede universitaria si sviluppino nuove attività commerciali con lo scopo di servire, tra le varie attività, le circa 2 mila persone tra studenti, professori e impiegati che verranno accolte nella struttura».

Se l’appello rivolto in questi giorni ad avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti, medici, professori, notai, sacerdoti e diaconi, politici e benefattori otterrà una buona risposta, il progetto sarà ad un passo dalla copertura dell’intero budget finanziario.  L’obiettivo è infatti quello di raccogliere un milione di euro da queste 10 categorie, un milione di euro da nuove aziende e 500 mila euro dagli istituti di credito che ancora non hanno risposto all’appello del Vescovo Massimo e del Presidente Severi.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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