Nota UCIIM sul caso della docente Rosa Maria Dell’Aria

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L’UCIIM NAZIONALE approva e diffonde le riflessioni del prof. Luciano Corradini, presidente emerito Uciim, in merito alla sospensione dal servizio della docente Rosa Maria Dell’Aria

«In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità»

(art. 4 – Statuto delle Studentesse e degli Studenti)

L’UCIIM ha contribuito in vario modo e fin dagli anni ‘40, a riflettere sulla libertà nella scuola e della scuola, in riferimento ai docenti, ai dirigenti, agli studenti e ai genitori, sul piano della ricerca e della partecipazione all’elaborazione e all’interpretazione di norme della scuola. Ci siamo in particolare dedicati allo Statuto dei diritti e dei doveri degli studenti e alla Deontologia dei docenti.

In merito alla sospensione dal servizio della prof. Rosa Maria Dell’Aria, dall’USP di Palermo, per non avere vigilato sulla produzione di un video dei suoi studenti quattordicenni, che avrebbero accostato le leggi razziali del 1938 al Decreto sicurezza del Ministro dell’Interno in carica, riteniamo che la punizione sia non fondata, ai sensi della normativa vigente (TU D.L.vo 16 4 1994 n. 297, artt. 1,2 e DPR 21 11 2007 n. 235, art. 4).

Una riflessione volta a comparare e distinguere la storia e la realtà contemporanea era stata formulata con chiarezza nel DPR Moro del 1958, a proposito dell’educazione civica, tema sul quale sta ora impegnandosi il Senato della Repubblica: “La soluzione del problema – si dice nella Premessa – va cercata là dove essa è iscritta, e cioè nel concetto di educazione civica. Se ben si osserva, l’educazione civica con il primo termine ‘educazione’ si immedesima col fine della scuola e col secondo, ‘civica’, si proietta verso la vita sociale, giuridica, politica, cioè verso i principi che reggono la collettività e le forme nelle quali essa si concreta”.

Luciano Corradini

Il Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione del 4.3.2009 fornisce criteri utili per attuare una didattica consapevole delle difficoltà, dei limiti e delle opportunità offerte dalla società contemporanea. Ne citiamo un brano: “Le scelte compiute dalla Costituzione italiana, in armonia con la Carta europea e con la dottrina internazionale dei diritti umani, costituiscono non solo un fattore identitario per il nostro popolo, ma anche un fattore di apertura per chiunque sui diritti di tutti e un impegno di lotta nei riguardi d elle discriminazioni e delle prevaricazioni.

Utile e opportuna risulta a questo proposito la Carta dei valori, della cittadinanza e dell’integrazione (30.04.2007), nata da un percorso avviato dal Ministro dell’Interno, nella seconda metà del 2006, nel quadro delle iniziative volte all’integrazione e alla coesione sociale. Da questa problematica si alimenta la riflessione sulla cittadinanza, che riguarda l’intreccio delle relazioni fra il singolo e gli altri, sia nella prospettiva dei diritti umani, che rendono ciascuno “cittadino del mondo”, sia nella prospettiva dei diversi ordinamenti giuridici, che spesso configgono con questi diritti. Il richiamo alla distinzione e all’inevitabile dialettica fra la dimensione etica e la dimensione giuridica, e fra la dimensione personale e quella pubblica dell’etica, aiutano la comprensione dei complessi fenomeni culturali, sociali, religiosi, politici e inducono da un lato a problematizzare, dall’altro a cercare di risolvere le tensioni e le contraddizioni che ogni giorno si vivono, anche con le informazioni che i mass media ci presentano e/o ci nascondono, dal livello locale a quello mondiale. In tal senso, la scuola deve essere intesa quale comunità educante, all’interno della quale gli studenti e le studentesse – soggetti centrali dell’educazione e dell’istruzione – hanno l’opportunità di crescere sul piano umano e culturale, e quale istituzione che persegue l’obiettivo di formare cittadini e cittadine solidali e responsabili; aperti alle altre culture e pronti ad esprimere sentimenti, emozioni e attese nel rispetto di se stessi e degli altri; capaci di gestire conflittualità e incertezza e di operare scelte ed assumere decisioni autonome agendo responsabilmente. Appare, dunque, di primaria importanza, nell’ottica della promozione di percorsi di crescita funzionali in senso adattivo, promuovere in classe la condivisione delle regole, la partecipazione alle scelte e alle decisioni, la conoscenza responsabile degli obiettivi di sviluppo e degli strumenti da utilizzare per esprimere autenticamente se stessi, ma anche il saper discutere, il sapersi valutare, il sapersi confrontare con le opinioni altrui, il sapersi aprire al dialogo e alla relazione in una logica interculturale”.

 

Note dal TU citato

Art.1 1. Nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola stabiliti dal

presente testo unico, ai docenti è garantita la libertà di insegnamento intesa come autonomia

didattica e come libera espressione culturale del docente. 2. L’esercizio di tale libertà è diretto a

promuovere, attraverso un confronto aperto di posizioni culturali, la piena formazione della

personalità degli alunni. 3. E’ garantita l’autonomia professionale nello svolgimento dell’attività

didattica, scientifica e di ricerca.

Art. 2 – Tutela della libertà di coscienza degli alunni e diritto allo studio 1. L’azione di

promozione di cui all’articolo 1 è attuata nel rispetto della coscienza morale e civile degli alunni.

  1. A favore degli alunni sono attuate iniziative dirette a garantire il diritto allo studio.
Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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