Scuola di Belle Arti di Reggio, ecco com’era lo studente Antonio Fontanesi

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Spirito inquieto, romantico,  studente impegnato,  di talento, un po’ ribelle. Questo il primo ritratto che emerge dagli atti del liceo artistico Chierici, che custodiscono la documentazione della Scuola di Belle Arti  comunale fino al 1830 poi passata al Ducato di Modena, ora liceo.

Come racconta Maria Grazia Diana, storica dell’arte e dirigente del Chierici, Dal ‘Prottocollo’ risulta iscritto a 12 anni. Il 9 ottobre del 1830,  con lettera autografa, lui e 4 compagni, chiede al podestà di 0are le chiavi della scuola al suo maestro di paesaggio, Prospero Mighetti, per poter iniziare le lezioni prima dell’avvio della scuola, quando ancora è in vacanza. Se ne deduce, che fosse iscritto dal’ 29, iniziando ad 11 anni il percorso  artistico anziché nel 1832, secondo quanto riporta la bibliografia corrente. Lui,  con diversi fratelli, figlio del custode della caserma di San Marco, invia la ‘supplica’, del 16 ottobre del 1830,  per proseguire gli studi.

É l’anno in cui la Scuola passa al ministero della pubblica economia  ed istruzione del ducato estense, con la direzione amministrativa della reale accademia di Modena, l’ amministratore è il conte reggiano, Lodovico Tacoli. Il 13 aprile del 1833, l’irrequieto Fontanesi,  viene diffidato a far entrare a scuola Giovan Battista Grisenti, per correggere le proprie tavole. Il fatto è  del primo aprile del ’33, Grisenti, ha 25 anni, di Castelnovo Monti,  ex studente, è noto come pittore di iconografia sacra. Il  5 settembre dello stesso anno, Fontanesi, ‘manomette’ un lavoro di Lodovico Boali, la scuola mette in atto le indagini del caso e intima al Boali di ricominciare la sua opera. Fontanesi, probabilmente, aveva aiutato il suo compagno.

Maria Grazia Diana

Il 22 ottobre del 33 Fontanesi partecipa al concorso a premi  della scuola. Arriva ex aequo con Angelo Montavoci, pertanto non vince, perché viene sorteggiato il compagno. L’11 marzo del 34 chiede di riavere la sua opera: La notte. Spiega Diana:” Fontanesi ragazzino si trova a confrontarsi con professori e studenti,  e si rivolge a chi è più grande, perché aiuti lui e i compagni. E’ interessante capire l’ organizzazione della scuola dell’epoca nel momento di passaggio dal comune di Reggio all’ accademia di Modena, verificare come tra i vincitori dei concorsi, tra  una numerosa schiera di studenti, di cui alcuni non raggiungono la notorietà, altri  diventino protagonisti locali della generazione di artisti  romantici con i quali Fontanesi si misura. A scuola abbiamo documenti sconosciuti insieme a testi con le tavole di esercitazione didattica proprio degli anni in cui Fontanesi è studente. Sono incisioni di gran pregio di architetture, paesaggi, studi per figure, alberi,  come quelle  di Calame del 1820 o di Duplat, Hubert, Bourgeois.

É interessante vederne il tratto e le ombreggiature, gli studenti studiano sui lavori attualissimi. Le carte d’archivio testimoniano che nel 1827, Minghetti aveva acquistato 88 stampe (6 in cornice)  come ‘spunto’ per i giovani”.Sfogliare antichi registri di protocolli, incisioni e lettere, mette in luce un mondo fantastico di ‘carte’ che  hanno la freschezza e la pregnanza dell’oggi e mostrano un Fontanesi  già adulto seppur in giovanissima età. “ La sua inquietudine romantica si nota- spiega  Antonio Brighi- nel suo autoritratto giovanile,  sconosciuto ai più, il suo iter lo si vede nei dipinti la Reggia degli anni ’60 con influenze corotiane e un paesaggio della fase tarda più materico. Dipinti con virtuosismi tecnici straordinari, ma  anche di estrema modernità”. Le opere sono stati esposti al Chierici, per gentile concessione della galleria Zamboni di Reggio Emilia.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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