Sui passi della «Laudato si’» con don Ciotti

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Le recenti celebrazioni della Pasqua cattolica ed ortodossa ci hanno portati a riflettere ulteriormente sulla grazia della creazione e redenzione, sul destino dell’uomo e del pianeta Terra, nostra casa comune, dono da accogliere, luogo da curare e abitare insieme, giardino da lasciare ad altri, non deturpato, degradato, inospitale, ma sano, fecondo, conviviale. È stato scritto e fatto molto in questi decenni per prendere e far prendere coscienza della bellezza e della fragilità di questa casa. La Laudato si’ di Papa Francesco è e resterà una pietra miliare, un contributo unico, frutto di una riflessione condivisa, “gioiosa e drammatica” insieme, sulle condizioni presenti e sulle prospettive future della vita di tutti gli abitanti umani, animali, vegetali del pianeta.

Nell’Enciclica più volte Francesco parla di bellezza come criterio estetico e spirituale, come guida dell’etica e della politica, in una visione di “ecologia integrale” che inizi dentro di noi e si riverberi in tutta la sua potenza all’esterno. Così intesa, essa porterà ad uno stile di vita di sobrietà e saggezza, ad azioni concrete e quotidiane di tenerezza condivisa, di rispetto per la biodiversità e di impegno per la convivialità.

Le sue riflessioni sono state precedute da interventi di scienziati, politici, umanisti, poeti, mistici di diverse epoche, culture, religioni. L’Enciclica ne riporta vari, citandoli anche ripetutamente, da san Francesco a Dante, da Teilhard de Chardin a Bartolomeo I, da Teresa di Lisieux ad Ali Al-Khawwas. In poco tempo la stessa Enciclica ha suscitato un diffuso interesse culturale e spirituale, ha prodotto ripensamenti e cammini di conversione ecologica, ha provocato cambiamenti reali negli stili di vita e nella ricerca di scelte alternative di consumo e di relazione con il creato, da parte di persone, associazioni, parrocchie, università, congregazioni, accademie, movimenti. Chi vuole, potrebbe dare anche solo uno sguardo alla Guida Internazionale curata dalla FOCSIV, riassunta e adottata recentemente dalla Diocesi di Bologna, con la prefazione dell’arcivescovo Zuppi.

Leggi tutto l’articolo di Emanuele Benatti su La Libertà del 15 maggio

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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