Giovani in cerca di Dio

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Sabato il centro della città ha ospitato le manifestazioni regionali in vista della 56a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

L’11 maggio, nell’ambito delle giornate vocazionali dell’Emilia Romagna, Reggio ha accolto il Festival della Vocazione, che comprendeva l’evento “MeetArt: storie di vocazioni”, la mostra “Testimoni di luce” (visitabile in Duomo fino al 7 giugno), una tavola rotonda, il musical su Annalena Tonelli e una veglia di preghiera. Qui tutte le foto

Non c’è gioia più grande che rischiare la vita per il Signore. Così Papa Francesco nel suo messaggio per la 56a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni di domenica 12 maggio. Rischiare la vita non ha il sapore dell’azzardo o della ricerca del pericolo, no; ha il gusto dell’intuizione di una promessa che già riesce a scorgere, come se vedesse l’Invisibile. È la vicenda di molti personaggi della Scrittura, uomini e donne che per fede hanno saputo lasciare, partire senza sapere dove precisamente la strada li avrebbe condotti, compiere imprese che mai si sarebbero immaginati; non da supereroi ma da uomini e donne decisi a giocarsi il proprio futuro nella sequela di quella profezia di vita che sempre si accompagna alla promessa di Dio.

È quanto abbiamo potuto gustare sabato pomeriggio nella chiesa di San Francesco seduti alla tavola rotonda con Emanuele Lambertini, un giovane campione paraolimpico, il pittore Stefano Nava e i coniugi Giovanni e Roberta Vai, che da più di vent’anni hanno aperto la loro casa per ‘vivere una fraternità universale’. Tutti hanno intuìto una promessa, racchiusa nella loro storia, nella loro concreta realtà – fatta anche di limiti, ostacoli da superare, dubbi e domande riguardo alla via da intraprendere – ma hanno saputo rischiare. La vita è così; un antico racconto ebraico narra che il Mar Rosso si sia aperto soltanto nel momento in cui la pianta del piede del primo israelita toccò l’acqua. I regali di Dio sono interattivi (Francesco, Christus Vivit, 289), la sua promessa si dischiude man mano che si inizia a ‘giocare’ con Lui.

Continua a leggere tutto l’articolo di don Michele Gianola su La Libertà del 15 maggio

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