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L’omelia per il IV Centenario della traslazione dell’Immagine miracolosa della Madonna della Ghiara

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Parolin: «Guardiamo a Maria; torniamo a Lei!»

Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia tenuta dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, in occasione del IV Centenario della traslazione dell’Immagine miracolosa della Madonna della Ghiara (Basilica della Ghiara, Reggio Emilia, 12 maggio 2019). Clicca qui per tutte le foto

 

Eccellenze Reverendissime,
Cari Servi di Maria che operate in questo santuario,
Distinte Autorità,
Fratelli nel sacerdozio e nel diaconato,
Cari fratelli e sorelle,
Sono lieto di celebrare con voi l’Eucaristia in questa radiosa IV Domenica di Pasqua, Domenica del Buon Pastore e Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Per me si tratta di un gradito ritorno a Reggio Emilia, perché qui venivo, durante gli anni del Seminario, a frequentare i corsi estivi di psicologia. Mi inginocchio, quindi, nuovamente davanti alla venerata immagine della Madonna della Ghiara, la “Regina di Reggio”, nella circostanza particolare del IV Centenario della sua traslazione in questo santuario.

L’immagine, davanti alla quale avvenne il miracolo della guarigione del sordomuto Marchino nell’anno 1596 e per intercessione della quale sono avvenuti numerosi altri miracoli a Reggio Emilia e in altre parti del mondo, è una catechesi sintetica ed efficace dei misteri più profondi della nostra fede.
L’opera, realizzata da Giovanni Bianchi, detto il Bertone, è più che mai attuale e provoca la nostra mente e il nostro cuore ad aprirsi al mistero grande e ineffabile dell’amore di Dio. Prenderò in considerazione tre elementi che mi hanno maggiormente colpito contemplandola in vista di questa celebrazione.

Al centro della scena è rappresentata Maria, che guarda e rimanda, con i suoi gesti a Gesù. Ella è regina, prima creatura redenta: che merita di essere posta al centro della nostra attenzione, di essere ammirata e divenire l’oggetto della nostra preghiera. 

Nel momento stesso in cui entriamo in rapporto con lei però, subito ci rendiamo conto – come l’immagine della Ghiara mostra con grande efficacia – che Ella è permanentemente intenta nell’atto di adorazione di Suo Figlio. Ella ci invita perciò ad adorare esclusivamente Gesù, il Verbo di Dio fatto carne. Maria è Via a Cristo. Noi la sentiamo particolarmente vicina: ella è una creatura umana come noi. Ma nel grembo suo è accaduto l’evento più grande della storia. Ella è stata la mediatrice dell’ingresso di Dio nel mondo: ed è proprio al Dio fattosi uomo nel Figlio da Lei concepito, che vuole portarci. Maria è grande per la sua relatività a Gesù: noi ricorriamo a Lei, ma Lei subito ci rimanda a Gesù.

Nell’immagine sacra della Ghiara notiamo come Maria sembri essere in dialogo con Gesù, tenendo le mani giunte. Ella prega suo Figlio per noi. Ma c’è un elemento ancor più sorprendente: Gesù mostra di essere attento alle parole della Madre e, in quanto Figlio, si presenta in un atteggiamento di obbedienza alla Madre. Egli non distoglie lo sguardo da Maria; allo stesso tempo allunga la sua mano benedicente verso di noi. Ecco dunque il senso della devozione mariana: ottenere, attraverso Maria, la benedizione di Gesù. Ella sa parlare a Lui come nessun altro. Egli la ascolta come un bambino fa con sua madre. Quale grande mistero! Com’è bella e piena di letizia la nostra fede! Dio è un mistero d’amore che si fa uomo per starci vicino nel ventre di una donna, coinvolgendo una donna nella sua opera di salvezza. E questa donna è e rimane per sempre Madre Sua e Madre di tutti noi.

Continua a leggere il testo integrale dell’omelia pronunciata dal cardinale Parolin nello Speciale Giubileo su La Libertà del 15 maggio

É possibile acquistare in DVD il video integrale del Pontificale del 12 maggio scrivendo a redazione@laliberta.info

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