Seduta di studio dedicata alla musica in onore della Beata Vergine della Ghiara

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Venerdì 17 maggio alle ore 21 nella Basilica della Ghiara, con ingresso libero, è in programma la seduta di studio della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie modenesi – sezione di Reggio Emilia dedicata alla musica, in onore della Beata Vergine della Ghiara e nell’ambito delle celebrazioni per il IV Centenario della Traslazione della Miracolosa Immagine. 
 
Nelle brevi comunicazioni introduttive i relatori Sauro Rodolfi, Silvia Perucchetti, Giuseppe Adriano Rossi racconteranno rispettivamente della musica confraternale nella Reggio Emilia del 1619 per la traslazione della miracolosa effigie mariana della Ghiara (Rodolfi), delle tecniche compositive e prassi esecutiva delle musiche composte dai maestri attivi nel Tempio nel Seicento (Perucchetti), e del rapporto fra la Deputazione Reggiana di Storia Patria e la Ghiara (Rossi).
 

Coro Cappella Musicale – foto di Stefano Ferretti

 
Il Coro della Cappella Musicale San Francesco da Paola diretto da Silvia Perucchetti, con Leonardo Pini al basso continuo (organo e liuto), eseguirà musiche dalle 3 alle 8 voci in gran parte in prima esecuzione moderna dei seguenti compositori, tutti attivi a Reggio e in Ghiara nel ‘600: 
 
Aurelio Signoretti, nato e morto a Reggio (1567-1635), cantore della Cappella musicale della Cattedrale dal 1593 e ivi maestro di cappella effettivo dal 1606 al 1631; a lui vennero commissionate le sontuose musiche (oggi purtroppo perdute) a sette cori di voci e strumenti per la Traslazione della Miracolosa Immagine del maggio 1619, composte in soli otto giorni e dirette dall’autore.
 
Giovanni Battista Crivelli, compositore scandianese, organista in Cattedrale 1614-1619 e maestro di cappella in Ghiara dal 1634 al 1636;
 
Bernardino Borlasca, compositore in Ghiara nel 1637; 
 
Lodovico Viadana, maestro di cappella nella Cattedrale reggiana nel 1602 e autore in quello stesso anno della rivoluzionaria raccolta Cento concerti ecclesiatici, la prima a presentare l’utilizzo del basso continuo nella musica sacra; 
 
Serafino Patta, organista nella chiesa dei SS. Pietro e Prospero a Reggio Emilia dal 1609 al 1611 e autore di un colorato mottetto a 2 soprani in eco e 5 voci (Quem vidistis pastores, 1613) sorprendente simile a quello composto sullo stesso titolo da Signoretti 2 anni dopo. 
 
Tutti i mottetti eseguiti prevedono la presenza oltre al coro di voci soliste “concertate”, eseguite da Lorenzo Baldini (tenore), Fabio Ghizzoni (controtenore), Giulia Bernardi, Monica Bertolini, Loredana Ferrante, Simona Ruffini ed Elena Turci (soprani).
 
Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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