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Monsignor Iotti, un sacerdote in mezzo alla gente

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Da La Libertà dell’8 maggio

Le letture proclamate nella Messa di venerdì 26 aprile, presieduta dal vescovo emerito Adriano Caprioli nella cripta della Cattedrale in occasione del 96° compleanno di monsignor Pietro Iotti, erano incentrate sulla figura dell’apostolo Pietro e ben si prestavano a delineare le peculiarità del noto sacerdote reggiano, come ha fatto nell’omelia il parroco don Daniele Casini.
Innanzitutto la fortezza e la decisione incrollabile nell’affermare la propria fede nel Cristo Risorto; poi l’entusiasmo coinvolgente nella missione sacerdotale – don Pietro è presbitero ormai da 73 anni; la testimonianza della piena e totale appartenenza a Cristo; l’abbandono costante alla misericordia di Dio.
Altra peculiarità è la sua quotidiana presenza in Duomo per la preghiera e la concelebrazione eucaristica.

Sue doti sono la capacità di affrontare momenti impegnativi, situazioni dure e occasioni festose con gli altri: amicizia, collaborazione, perseveranza, coinvolgimento, dire una parola buona con tutti, vivere il sacerdozio come relazione nella fede, sorriso accogliente contraddistinguono costantemente il suo ministero. Don Pietro è sempre stato in mezzo alla gente, in particolare tra i giovani; ha incontrato migliaia di persone; e di questo stile in tantissimi gli sono grati.

La sua carriera sacerdotale è infatti iniziata ventitreenne nell’ormai lontano 1946 come curato in San Giacomo, tra i ragazzi e i giovani che ha saputo coinvolgere in tante esperienze di fede, nell’impegno ecclesiale, nell’Azione Cattolica, nei campeggi parrocchiali, nel Centro Sportivo; in “avventure” come nell’immediato dopoguerra l’eroico pellegrinaggio a Lourdes; e le testimonianze commosse ed efficaci di Franco Verona e Enrico Manicardi ne hanno dato viva ed ampia testimonianza a distanza di decenni.La festa è poi proseguita nel cortile del vescovado con il taglio della torta e il brindisi augurale.

g.a.rossi

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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