“Spasimo, pietre che cantano”: quando i luoghi raccontano una storia

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Sabato 11 maggio in Auditorium appuntamento con la musica di Giovanni Sollima

Una chiesa che racconta, esprime sentimenti, emoziona. “Spasimo: Pietre che raccontano” è la storia di una chiesa, quella di Santa Maria dello Spasimo, una città, Palermo, e una regione, la Sicilia, per secoli ponte tra Oriente e Occidente e crocevia di culture diverse che nella terra degli aranci ha creato un mix di suoni, odori e immagini millenari.

Sabato 11 maggio, alle ore 17 nell’Auditorium “G. Masini” dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Peri – C. Merulo”, sarà proprio la chiesa con i suoi “echi del passato” a raccontare la sua storia grazie a “Spasimo: Pietre che raccontano” di Giovanni Sollima con Luca Franzetti, violoncello solita, Francesco Gaspari, violino, Angelica Cristofari, viola, Gabriele Genta, percussioni e Simone Sgarbanti, tastiera.

Recuperata in tempi recenti, Santa Maria dello Spasimo è una vecchia chiesa a Palermo, uno dei monumenti più belli della città. La chiesa è il luogo di magie architettoniche in stile gotico e priva di tetto la cui storia narra l’agonia dell’edificio che nel corso del tempo ha dovuto cambiare molte volte la sua identità: teatro, lazzaretto, albergo dei poveri, ospedale, sifilicomio. I bombardamenti e l’oblio ne hanno fatto una discarica con schegge di palazzi, lapidi, liriche pietre crollate e sparpagliate lungo lo spazio, a cielo aperto.

Le vicende storiche della chiesa, raccolte “sotto dettatura” sul violoncello del compositore Sollima, sono un viaggio rapsodico e in più lingue che rappresentano una musica senza confini, in equilibrio fra tradizione mediterranea e linguaggio contemporaneo: “Nella composizione di Sollima ci sono i più disparati generi – spiega Luca Franzetti – dal rock alla musica araba, dal lirismo dell’Ottocento al canto dei Muezzin: come la città di Palermo, anche quella di Sollima si pone come collegamento tra la cultura Orientale e quella Occidentale”.

Luca Franzetti

Quest’anno è in corso l’ottava edizione della rassegna “L’Orecchio del Sabato”, la serie di appuntamenti ad ingresso libero organizzata dallo staff della Biblioteca “A. Gentilucci” dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Peri – C. Merulo”. Quest’anno il fil rouge che collegherà i cinque eventi sarà “l’invito al molteplice”, ispirato al saggio del 1979 del compositore Armando Gentilucci, (già direttore dell’Istituto e scomparso nel 1989) “Oltre l’avanguardia. Invito al molteplice”: una riflessione sull’evoluzione della musica, che egli auspica libera da dogmi, incluso quello dell’avanguardia. Il senso del suo messaggio travalica il dibattito di quegli anni e si rivolge a chiunque oggi s’interroghi sul rapporto con la musica nel/del proprio tempo.

L’invito di Gentilucci a una musica multiforme, ricca di materiali nuovi e di altri improntati dalla tradizione, si traduce nella rassegna con una grande varietà di proposte: dalla musica romantica alla contemporanea; dall’eclettismo e sonorità giapponesi alle composizioni per pianoforte di Mozart fino alle letture da Dante e Rainer Maria Rilke sulle musiche di Guarnieri.

 

Per info:

Biblioteca “Armando Gentilucci” 
Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti – Sede centrale “Achille Peri”
via Dante Alighieri, 11
42121 Reggio Emilia
tel. 0522/456772
mail: biblioperi@comune.re.it
sito: https://www.comune.re.it/peri_biblioteca

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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