Banner Amazon 120x600

La difficile arte del perdono secondo don Celestino

Stampa articolo Stampa articolo

Poter vivere senza problemi economici, in perenne salute, avere un lavoro, magari anche gratificante, circondati da persone che ci vogliono bene o altro ancora, potrebbe essere il segreto della vera vita libera e felice. Al solo pensiero viene istintivo pronunciare un lungo e interminabile “Sìììì…” con aria sognante perché sappiamo bene che le cose non vanno sempre così… lisce come l’olio… E se poi ci sono degli screzi…? Se qualcuno ci pesta i piedi, occupa il nostro spazio vitale, ci fa un torto… che sarà mai? Basta dimenticare e perdonare…
Se vogliamo ammetterlo, sappiamo che non è poi così scontato concedere il perdono se siamo stati feriti, senza avere voglia di ripagare con la stessa moneta o aspettare il momento opportuno perché la vendetta è un piatto che si consuma freddo…

Don Celestino Chidiebere Ezemadubom, sacerdote nigeriano, che ha frequentato l’università San Tommaso d’Aquino (L’Angelicum) di Roma, cappellano della Comunità Cattolica Anglofona a Modena, aiutante in una parrocchia, relatore in conferenze, nel suo libro “La guarigione delle memorie” (casa editrice Aletheia) sfata il mito del facile perdono. Attraverso un sentiero di consapevolezza, scopriamo che perdonare non è l’oblio dei torti subiti o inferti, ma è percorrere una strada di guarigione delle memorie ferite.

Leggi tutto l’articolo di Mary Pagani su La Libertà dell’1 maggio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento