Una zuppa di sasso

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Il lupo è forse uno dei miei personaggi preferiti nei testi per bambini e adoro scovarne nuove interpretazioni e significati. Nel libro “Una zuppa di sasso” di Anaïs Vaugelade troviamo un lupo che porta con sé un sacco bianco che tiene sulle spalle.
Il lupo sembra molto stanco e, arrivato in un villaggio, si ferma e bussa alla porta della prima casa che incontra, che è quella della gallina, che, nonostante la paura, decide di aprire la porta, fidandosi delle parole del lupo; questi, una volta entrato in casa della gallina, si accomoda davanti al camino e le chiede una pentola per cuocere la sua zuppa di sasso.
La gallina è sorpresa e incuriosita dall’ingrediente principale della zuppa e così propone al lupo di aggiungere il sedano. Il lupo accoglie con piacere il suggerimento della gallina e “arricchisce” la sua zuppa di un nuovo ingrediente.

Durante la preparazione della zuppa, in casa della gallina, arrivano piano piano gli altri animali incuriositi dal via vai venutosi a creare in casa; ciascun animale porta così un suo ingrediente da aggiungere alla zuppa di sasso. Tutti insieme si siedono attorno al camino e tra barzellette, storie e chiacchiere varie, aspettano che la zuppa sia pronta. “Credo che la zuppa sia pronta!” – esclama il lupo dopo un po’ – e così tutti insieme gustano la zuppa cenando in compagnia. Ad un certo punto il lupo si alza, riprende il suo sasso, saluta gli animali e va via…

Questo testo, seppur molto conosciuto, ha sempre un grande fascino e la cosa che mi piace sempre tanto – e che ritrovo ogni volta che lo racconto – è la bellezza dello stare insieme: la preparazione della zuppa di sasso, che nessuno conosce e ha mai assaggiato, non è altro che un “pretesto” per far riunire gli animali e riscoprire il piacere della compagnia altrui. Il porcello prima, poi il cavallo e l’oca, la capra, la pecora e il cane: tutti questi animali si ritroveranno a condividere la zuppa a casa della gallina, e ognuno di loro porta alla zuppa qualcosa in “più”.

Credo che la chiave di lettura di questo testo sia racchiusa proprio in questo: come nella vita, ogni individuo è portatore di ricchezza, della propria ricchezza, che è sempre diversa, magari anche di poco, da quella dell’altro!
Ogni persona che incontriamo ci offre un pezzo di sé ed è grazie a questo sé che viene allontanata la solitudine fisica e mentale.

La conclusione del racconto è molto interessante: il lupo si riprende il suo sasso, il suo sacco e lascia la casa della gallina e quando questa chiede se tornerà, il lupo rimane in silenzio e poi se ne va. Sicuramente il lupo non tornerà dalla gallina, ma l’autrice decide di regalarci un’ultima illustrazione che prelude ad una “prossima” storia: il lupo è davanti alla porta della casa di un tacchino che, curioso e spaventato proprio come lo era stata la gallina, sta per aprire la porta.
Cosa accadrà dopo?
Solo l’immaginazione potrà rispondere a questa domanda…

“Una zuppa di sasso” di Anaïs Vaugelade – edizioni Babalibri, 2000

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