Rwanda, morte e rinascita

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Nell’omelia del vescovo Gianotti il ricordo del genocidio 25 anni dopo

Pubblichiamo l’omelia che monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema, ha tenuto nella Messa celebrata in San Girolamo a Reggio l’11 aprile scorso. Nella seconda parte, il testo fa espresso riferimento al genocidio in Rwanda, di cui sono ricorsi i 25 anni.

C’è un piccolo dettaglio, proprio nella conclusione del vangelo che abbiamo ora ascoltato, che sembra irrilevante, poco più di un’annotazione di movimento: “Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio” (8, 59). Un piccolo dettaglio, questo di Gesù che esce dal tempio: conclusione di una lunga sezione del vangelo di Giovanni (i cc. 7-8) per noi di lettura non facile, perché tutti o quasi occupati da discussioni di Gesù con i suoi avversari, discussioni che assumono un tono molto aspro, come quando il Signore accusa i suoi interlocutori di avere per padre il diavolo (cf. 8, 44)!
In queste discussioni, Giovanni ha anticipato il processo di Gesù davanti alle autorità di Israele; di fatto, nel racconto della passione, di questo processo non si parlerà, perché l’unica e ampia scena di processo è quella che mette a confronto Gesù e Pilato. Al culmine di questo confronto tra Gesù e i capi di Israele si registra dunque la frattura: le autorità di Israele non hanno riconosciuto Gesù, non hanno accolto colui che il Padre ha mandato.

Diversamente da Abramo, che si era fidato di Dio, le autorità di Israele non hanno creduto a Gesù: e la loro incredulità è resa ancora più evidente perché contrasta con la proclamazione solenne, che Gesù fa, della propria relazione unica con Dio: “In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono” (v. 58), dice Gesù, usando questa formula, “Io sono”, che rinvia alla rivelazione di Dio a Mosè (cf. Es 3, 14). Gesù è in tutta verità colui che il Padre ha mandato nel mondo; è in tutta verità colui che manifesta il volto del Padre e rivela il suo amore che salva; ma Gesù viene rifiutato e respinto.

Leggi tutto il testo dell’omelia del vescovo Gianotti su La Libertà dell’1 maggio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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