La pena di morte nel mondo: rapporto Amnesty 2018

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ANCHE NEL 2018 LA CINA HA MANTENTUO IL RECORDO MONDIALE DI ESECUZIONI CAPITALI

AL SECONDO E TERZO POSTO SI PIAZZANO IRAN ED ARABIA SAUDITA

Chissà anche che la tanto declamata “Via della seta” non possa portare un briciolo di resipiscenza e umanità nei territori dell’ex-Celeste Impero dove il ricorso sistematico alla pena di morte, punizione crudele, inumana e degradante, pone ancora una volta – secondo il Rapporto 2018 di Amnesty International – la Cina sul gradino più alto del podio dei Paesi esecutori, conferendole la medaglia d’oro in questa cruenta e drammatica classifica mondiale.

Il rapporto indica in migliaia il numero delle condanne eseguite – tramite fucilazione e iniezione letale -, senza però poterne dare il numero esatto in quanto nella Repubblica Popolare Cinese i dati sull’uso della pena di morte sono classificati come segreto di stato (lo stesso vale per Bielorussia e Vietnam).

Seguono due paesi islamici: medaglia d’argento all’Iran con 253 esecuzioni per impiccagione; bronzo all’Arabia Saudita con 149 condanne eseguite con la decapitazione.

La classifica contempla poi: Vietnam 85, Iraq 52, Egitto 43, USA 25, Giappone 15, Pakistan 14, Singapore 13, Somalia 13, Sudan del Sud 7, Bielorussia 4, Yemen 4, Afganistan 3, Botswana, 2, Sudan 2, Twain 1, Thailandia 1; condanne sono state eseguite anche in Corea del Nord ma il dato è sconosciuto. Pertanto, con poche eccezioni, i dati di Amnesty International sull’uso della pena di morte sono da considerarsi valori minimi; quelli reali sono molto probabilmente più alti.

Scrive ancora il rapporto: più di due terzi dei paesi al mondo ha abolito la pena di morte per legge o nella pratica. Al 31 dicembre 2018 i paesi erano così suddivisi: 106 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato; 8 paesi l’hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra o in circostanze eccezionali; 28 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno stabilito una prassi o hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte.

Dunque, 142 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica; 56 paesi la mantengono in vigore, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono eseguite è molto più basso.

Questi i paesi mantenitori della pena capitale: Afghanistan, Antigua e Barbuda, Arabia Saudita, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Belize, Bielorussia, Botswana, Ciad, Cina, Comore, Corea del Nord, Cuba, Dominica, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gambia, Giamaica, Giappone, Giordania, Guinea Equatoriale, Guyana, India, Indonesia, Iran, Iraq , Kuwait, Lesotho, Libano, Libia, Malesia, Nigeria, Oman, Palestina (Stato di), Pakistan, Qatar, Repubblica Democratica del Congo, Singapore, Siria, Somalia, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Stati Uniti d’America, Sudan, Sudan del Sud, Thailandia, Taiwan, Trinidad e Tobago, Uganda, Vietnam, Yemen, Zimbabwe.

gar

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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