Tanti eventi per celebrare i 400 anni della Ghiara

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Domenica 28 e lunedì 29 Aprile, con un calendario ricco di iniziative, avranno inizio le celebrazioni dell’anniversario della traslazione dell’immagine sacra della Madonna della Ghiara

 L’edificazione del Tempio della Beata Vergine della Ghiara è legata al riconoscimento, dopo un iter molto breve, della veridicità del miracolo del quindicenne Marchino, garzone di beccaio sordo e muto fin dall’infanzia, che recuperò l’uso dell’udito e della parola dopo aver pregato davanti all’immagine della Vergine dipinta da Giovanni Bianchi detto il Bertone sul muro dell’orto dei Servi di Maria. Era il 29 aprile 1596 quando il vescovo di Reggio viene raggiunto dalla notizia del miracolo. L’immagine della Madonna è oggetto di una profonda devozione popolare già da tempo, ma la guarigione di Marchino richiama l’attenzione delle alte gerarchie ecclesiastiche: nella nuova Chiesa uscita dal Concilio di Trento, infatti, è stabilito che ogni presunto miracolo debba essere oggetto di una scrupolosa indagine. Inizia così il processo, istruito prima a Reggio e poi a Parma alla presenza di una commissione formata da teologi e dottori in legge sia ecclesiastici sia laici.

Viene aperta una sorta di indagine sulla vita di Marchino, chiamando via via a testimoniare tutti coloro che l’hanno conosciuto fin dalla più tenera età, in modo da stabilire se veramente il ragazzo aveva una menomazione prima dell’evento miracoloso. Il riconoscimento della veridicità del miracolo avviene proprio in concomitanza con il trasferimento della corte estense a Modena e rappresenta quindi per Reggio l’occasione di non essere lasciata ai margini della storia.

Al tempo del miracolo di Marchino, l’affresco con la Madonna della Ghiara, che oggi vediamo sull’altare del Santuario, era esposto sulla pubblica via da quasi trent’anni con l’unico riparo offerto da una nicchia. A proteggere l’affresco pensò Giulia Tagliavini che tra il 1595 e il 1596 fece costruire una cappelletta. Qui l’affresco sarebbe rimasto fino alla solenne traslazione all’interno del grandioso tempio del 1619. Nel Novecento, per interessamento della soprintendente Augusta Ghidiglia Quintavalle, Renato Pasqui ne curò il restauro e staccò la pellicola superficiale del colore, trasferendola su tela, recuperando quindi il disegno sottostante che Giovanni Bianchi detto il Bertone aveva tracciato sull’intonaco ancora fresco.

Di questa storia si parlerà nella prima giornata delle celebrazioni, il 28 Aprile. Alle ore 18 è prevista la proiezione, presso la Sala conferenze del chiostro dei Servi di Maria di

Corso Garibaldi 44, di un documentario che guiderà nella visita alla Basilica della Ghiara. Precederà una conferenza sulle origini del Santuario reggiano. Lo storico dell’arte Angelo Mazza parlerà del tema Da Lelio Orsi a Bertone: l’immagine miracolosa della Madonna della Ghiara. E lo storico Carlo Baja Guarienti intratterrà il pubblico sul tema Marchino e altri miracoli: l’origine della Basilica della Ghiara. L’incontro sarà moderato da Stefano Scansani, direttore della Gazzetta di Reggio.

Il video, anche in versione inglese, sarà una celebrazione del significato artistico di questo monumento, il più illustre esempio dell’arte emiliana della prima metà del Seicento. Successivamente sarà disponibile e scaricabile nel sito web della Basilica. Il documentario è stato promosso da Gino Farina, Presidente della Fabbriceria della Ghiara, che ha ottenuto un importante finanziamento dal Rotary club Reggio Emilia Val di Secchia, che ha destinato a questa iniziativa l’intero ricavato del concerto natalizio benefico, organizzato lo scorso 13 dicembre in Ghiara. Anche gli altri Rotary club reggiani avevano sostenuto l’iniziativa.

Lunedì 29 Aprile ci sarà l’apertura del periodo giubilare e di indulgenza con la Santa Messa episcopale, alle ore 18.30, presieduta dal Vescovo Massimo Camisasca alla presenza delle Autorità.

A conclusione della giornata, alle ore 21, presso il Nuovo Teatro S. Prospero (Via Guidelli 5) si terrà lo spettacolo teatrale “Il miracolo di Reggio” di Anna Maria Bazzani e la Compagnia Reggiana, regia di Carla Bazzani. La commedia dialettale, scritta appositamente per questo evento, ricostruisce la vicenda di Marchino riproponendo i personaggi popolani che vissero i momenti che precedettero e fecero seguito al miracolo, intercalando parti in italiano e parti in dialetto reggiano.

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